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Portella ed i suoi magnifici uliveti

 

La rigogliosa frazione di Portella ci dà il benvenuto con i suoi magnifici e ricchi uliveti, che la contornano a mo’ di anfiteatro naturale. In tempi remoti, fra il V e IV secolo a.C., quei terreni collinosi furono pista di passaggio e di acquartieramento di popolazioni nomadi sannite, nel tratto di congiungimento fra Monte Sambucaro, dominante San Vittore del Lazio e la strategica valle montana del Rio Chiaro, a Cardito di Vallerotonda. Portella si popolò, in seguito, di ville rustiche romane ed il suo olio decantato da Varrone (I sec. a. C.) e Macrobio (IV sec. d.C.).

Sulla piazza principale si affaccia l’ ottocentesca chiesa della Madonna del Carmine. Sul piazzale antistante ad essa, un suggestivo monumento ai Caduti dell’ultima guerra, delicata opera disegnata dall’artista santeliano Gino Alonzi e forgiata dal maestro artigiano Onofrio Cerrone.

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