cuoresanteliano
NOTIZIE SU SANT'ELIA FIUMERAPIDO
11/03/2010 GAETA E SANT’ ELIA RICORDANO SAN NILO DA ROSSANO CALABRO
Promotore il LIONS CLUB di Gaeta, con il patrocinio dell’ Arcidiocesi di Gaeta, del Comune di Gaeta, del Comune di Sant’ Elia Fiumerapido e dell’ Abbazia di Montecassino, fra il 13 marzo ed il 19 aprile 2010 si terrà un Convegno itinerante in 2 tappe dal titolo “Sulle tracce di San Nilo: da Valleluce a Serperi” con la Prima Edizione del Premio “San Nilo”. Il 13 marzo, a Valleluce di Sant’ Elia Fiumerapido, si terrà una manifestazione pubblica con l’ inaugurazione di un’ epigrafe muraria affissa sui resti del Monastero di Valleluce e, nella locale Chiesa di San Michele Arcangelo, un convegno sulla figura di San Nilo. Il 19 aprile, a Gaeta, ci sarà un Convegno di chiusura con l’ assegnazione dei premi agli elaborati delle scolaresche. San Nilo, monaco basiliano cattolico di rito greco-bizantino, proveniente da Rossano Calabro, dove era nato nel 910, giunse a Montecassino nell’ anno 979 accolto dall’ abate Aligerno che gli fece dono, a lui ed ai suoi 60 confratelli che lo seguivano, dell’ antico Monastero benedettino di Sant’ Angelo in Valleluce, fatto lì costruire nel 798 dall’ abate Gisulfo. San Nilo ed i suoi confratelli, ai quali si era aggiunto il giovane Bartolomeo, vi restarono fino al 994, quando abate di Montecassino era Mansone. Da lì si diressero ed andarono a soggiornare a Serperi, antico nome di Gaeta. Dopo qualche tempo si recarono a Tuscolo, dove i locali Principi gli assegnarono un terreno in località Crypta Ferrata. Lì San Nilo iniziò a costruire un nuovo monastero con annessa basilica. La morte lo colse nel 1004 e la sua opera fu completata da Bartolomeo, futuro San Bartolomeo Abate. Ancora oggi a Grottaferrata, nel sontuoso e bellissimo monastero niliano, risiedono i monaci basiliani eredi di San Nilo, con i loro riti sacri greco-bizantini e facenti da tramite per i rapporti fra la Santa Sede e le chiese Ortodosse d’ Oriente. (Benedetto Di Mambro)
11/01/2009 CAVE DI SABBIA :RICHIESTE E DENUNCE
In territorio comunale di S.Elia Fiumerapido sono in attività da decine di anni due cave di sabbia :una in località Marzoni e Ciolfi in contrada Croce, di proprietà della San Germano Beton, e l' altra in Valle Arcata, sulla strada per Vallerotonda, di proprietà della Marmifera Tirrena. E' facile immaginare il dissesto ambientale che esse provocano e i disagi che arrecano al traffico automobilistico con l' andirivieni di enormi camion carichi di inerti. Come se due non bastassero è giunta la richiesta da parte della Società Ecoscavi di aprirne una terza nel bosco dell' Obaco, con grave danno all' ecosistema delluogo,, a ridosso della contrada Pecorile. Contro il problema delle cave si muove ormai da anni puntigliosamente il Presidente del Comitato Croce Carlo Sofia che in merito tallona con puntualità Comune e Regione Lazio. Da parte delle altre due sono state avanzate invece richieste di ampliamenti. Se per la cava di Valle Arcata sembra che ci sia un problema di usi civici, per quella della San Germano Beton il problemaè più serio. Per il momento essa è dismessa ma in tempo di attività ha creato all'ambiente danni irreparabili giungendo fino ad intaccare le falde acquifere delle sorgenti del rio Radiccio, scavando in profondità e distruggendo gli uliveti circostanti, lasciando a cielo aperto fra il verde delle colline un enorme e deturpante cratere. Su tutte e tre le richieste il Consiglio Comunale si è espresso negativamente all' unanimità ed ora sono in corso Conferenze di Servizio riguardanti quella di Valle Arcata e la richiesta della Ecoscavi. Per la cava di Croce, invece, è in corso da parte della Regione Lazio una denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti della San Germano Beton. IlComune di S.Elia si è costituitoparte civile. (Benedetto Di Mambro)
10/01/2009 S. ELIA: TELEFONIA MOBILE E ANTENNA SELVAGGIA
Nel mese di novembre 2008 il Comune di Sant' Elia Fiumerapido ha pensato bene di concedere ad una compagnia telefonica il permesso di installare sulla torre dell' orologio del Palazzo Municipale una grossa antenna per telefonia mobile. La deturpante antenna è oggi ben visibile e mostruosa in pieno centro abitato a vistoso danneggiamento dell' antico edificio che affonda le sue radici originarie nel XIII secolo quando, e fino allla fine del 1700, ospitava la chiesa di San Biagio di cui, all'interno, ancora restano affreschi e fregi del 1300 e del 1700. Il 2 dicembre fu inviato dal sottoscritto alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici un relativo e dettagliato esposto con l' immediato effetto che la suddetta Soprintendenza, con lettera del 18 dicembre,2008, intimava al Sindaco di S.Elia la rimozione dell' antenna richiedendo inoltre la mappatura della dislocazione delle altre quattro antenne che insistono sul territorio comunale di S.Elia, al fine di valutarne l' impatto ambientale. Dopo un mese e mezzo di nulla di fatto da parte del Comune, la Soprintendenza, in data 27 gennaio 2009, ha provveduto ad interessare della faccenda la Procura della Repubblica di Cassino. (Benedetto Di Mambro)
09/01/2009 SANT' ELIA : LA PISCINA COMUNALE A RISCHIO FRANA
I parcheggi a terrazzo della piscina comunale di Sant' Elia Fiumerapido stanno franando, portando a valle verso l' edificio dello stabilimento fango e detriti che stanno invadendo il piazzale dell' ingresso in completo abbandono. Attesa per oltre trenta anni e costruita in più fasi, la piscina è costata circa 800 mila euro di cui 300 mila ottenuti per il suo completamento dalla passata Amministrazione Comunale della Giunta Di Cicco. Ultimata nella primavera scorsa ed inaugurata nel mese di luglio, nessuno ha avuto il buon senso di pensare a costruire i muri di contenimento dei parcheggi apponendovi solo delle staccionate sulla terra nuda. Dal mese di novembre scorso è iniziato il movimento franoso che sta per il momento interessando parte dei parcheggi.Con le pioggie di questi giorni non è difficile prevedere che il fenomeno possa estendersi agli interi cigli dei parcheggi. Nessuno, intanto, della Giunta Violi si èpremurato di intervenire con seppur provvisorie opere di sostegno. (Benedetto Di Mambro)
09/01/2003 PREMIO GIORNALISTICO INTERNAZIONALE A BENEDETTO DI MAMBRO
Il 29 dicembre scorso, presso il Salone di Rappresentanza del Palazzo della Provincia di Frosinone, è stata consegnata una targa premio al nostro socio e dirigente Benedetto Di Mambro per meriti storico-giornalistici, nel corso della 2° Edizione del Premio Giornalistico Internazionale istituito dall’ INARS (Istituto Nazionale delle Regioni Storiche) in collaborazione con Spazio Comune e con il Patrocinio dell’ Ordine Nazionale dei Giornalisti e della Provincia di Frosinone. A conferire il riconoscimento a Di Mambro sono stati il Presidente Nazionale dell’ INARS, prof. Sergio Sergiacomi, ed il Presidente dell’ INARS CIOCIARIA, prof.ssa Cristina Amoroso, presenti l’ Assessore Provinciale Fernando D’ Amata ed il Consigliere Regionale Romolo Rea. Motivazione del premio : “L’ impegno profuso nello studio, nella ricerca e nella diffusione della conoscenza della terra di Ciociaria e soprattutto delle sue origini volsco-sannite, tramite numerosi articoli per stampa e tramite internet, nonché per il suo recente pregevole libro, edito dal Comune e dalla Pro Loco di S. Elia, <Sant’ Elia Fiumerapido ed il Cassinate>”.
29/12/2003 S. ELIA : INAUGURAZIONE CENTRO PROVINCIALE IMMIGRAZIONE
Giovedì 8 gennaio 2004,alle ore 19,30, a Sant’ Elia Fiumerapido verrà inaugurato il Centro Provinciale di Studi, Ricerche e Documentazioni sull’ emigrazione e l’ immigrazione della F.I.L.E.F. Lazio, intitolato alla figura di Carlo Levi, fondatore dell’ Associazione FILEF Nazionale. Il nuovo Centro ha sede in S. Elia in via Angelo Santilli. All’ inaugurazione saranno presenti: il Presidente FILEF Lazio, Monia Petrucci; il Consigliere Provinciale Bruno Vacca; il Presidente della Provincia Francesco Scalia e l’ Assessore Regionale Anna Teresa Formisano.
28/12/2003- SANT’ ELIA FIUMERAPIDO : IL PAESE DEI PRESEPI
Il Natale 2003 può essere ricordato, per S. Elia, come il “Natale dei presepi”. La dedizione di adulti, adolescenti e bambini ha fatto sì che ogni angolo, ogni chiesa, ogni contrada ed ogni anfratto del paese avesse il suo suggestivo presepe artigianale. Bellissimi i presepi addobbati nei forni all’ aperto nei vicoli di Valleluce; toccante, come sempre, il presepe vivente di Portella; ricco di fantasia ed in una cornice incantevole il presepe allestito nella chiesetta romanica di Santa Maria Maggiore; non da meno e costruito con amore e buona tecnica quello della chiesa di San Sebastiano. Di quest’ ultimo, i giovani autori ce ne hanno gentilmente offerto delle foto, di cui noi pubblichiamo un grazioso particolare. Se altri vorranno offrirci ulteriori fotografie dei loro per il nostro sito, saremmo ben lieti di pubblicarle.
Comunque, BUON 2004 A TUTTI !
18/12/2003 S. ELIA : SABATO LA SCUOLA MEDIA STATALE PREMIERA’ I TEMI DEI RAGAZZI.
Sabato mattina, 20 marzo prossimo, presso la Scuola Media Statale di Sant’ Elia Fiumerapido avverrà la cerimonia di consegna dei premi per i tre migliori temi dei ragazzi, nel quadro del “Premio Palmerino Di Cicco”. A fare gli onori di casa saranno il Preside, prof. Lino Musilli, la figlia del compianto prof. Palmerino Di Cicco, dott.ssa Maria Teresa Di Cicco, patrocinatrice del premio ed il Sindaco di S. Elia, Fortunato Di Cicco. Saranno inoltre presenti, oltre agli studenti, ai loro genitori ed ai loro docenti, il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri Maresciallo Zona, il parroco don Remo Marandola, il presidente della Pro Loco Marcello Pirolli ed i rappresentanti della cultura locale Sabatino Di Cicco, Benedetto Di Mambro e Gino Alonzi. Sarà anche l’ occasione per ricordare, a cura di Benedetto Di Mambro, il 60° anniversario del tragico bombardamento aereo di S. Elia dell’ 8 dicembre 1943 e della funesta battaglia di Cassino di febbraio – maggio 1944. Infine gli studenti porgeranno ai presenti i loro auguri di buone feste natalizie.
17/12/2003 S. ELIA : LA SCUOLA MEDIA VISITA LE TOMBE DEGLI “UOMINI ILLUSTRI” DEL PAESE.
Su iniziativa del Preside, prof. Lino Musilli, gli studenti della locale Scuola Media Statale “Angelo Santilli” hanno commemorato gli “uomini illustri” di S. Elia, recandosi a visitarne le tombe nel locale cimitero. Accompagnati dai proff. Marina Fionda, Domenico Tortolano e Pietro Canale e guidati dallo studioso storico locale Benedetto Di Mambro, i ragazzi delle terze medie hanno fatto visita e reso i dovuti onori alle tombe in cui riposano il pittore Enrico Risi (1856-1916) ed il maggiore nonché ricercatore medico Antonio Riga (1834-1918), dove Di Mambro ha illustrato le loro figure e le loro opere. Di Enrico Risi giova ricordare che fu pittore emerito e Professore Onorario presso la Reale Accademia di Napoli. Suoi diversi dipinti, ancora esistenti e ben visibili, sono nella Chiesa Madre di Santa Maria la Nova in S. Elia oltre che nella Galleria Umberto I e nel Salone Margherita di Napoli. Antonio Riga, invece, fu Maggiore Medico e ricercatore scientifico oltre che ottimo cronista del suo tempo. Sua la scoperta di una malattia esantematica dei bambini e che porta proprio il nome di “malattia Riga”. In occasione di una virulenta epidemia malarica nel cassinate, scrisse uno studio proprio sul tipo di epidemia. Infine ci ha tramandato un libro sul “Brigantaggio postunitario in territorio di S. Elia”.
15/12/2003 - AL NOSTRO SOCIO E COLLABORATORE BENEDETTO DI MAMBRO IL PREMIO INARSCIOCIARIA 2° EDIZIONE
Il 29 dicembre prossimo, alle ore 11,00, presso il Palazzo della Provincia di Frosinone verrà assegnato il Premio Giornalistico Internazionale INARSCIOCIOCIARIA / 2° Edizione al nostro amico e collaboratore Benedetto Di Mambro, "...Per l' impegno di un rigoroso lavoro e l' amore per la bella Terra di Ciociaria, nel quadro della sezione : <programmi integrati Cultura-Agricoltura-Ambiente-Turismo>". Il convegno del premio INARSCIOCIARIA si svolgerà in collaborazione con l' Assessorato alla Cultura della Provincia di Frosinone e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio, della Regione Lazio, della Provincia di Frosinone e degli Ordini Giornalistici.
11/12/2003 S. ELIA : DISCARICHE ABUSIVE, MACERIE BELLICHE E CARENZA IDRICA
Energiche proteste si levano, a S. Elia Fiumerapido, da parte di tutta la cittadinanza e soprattutto degli abitanti del Quartiere 2000 delle Case FIAT e IACP. Da un lato l’ endemica carenza idrica, che ormai investe tutto il paese da diversi mesi, dall’ altro il riaffiorare, sempre più copiosa, di una purulenta discarica abusiva a cielo aperto, proprio a ridosso delle palazzine, sul ciglio sinistro del Viale Guido Rossa. Già ne avevamo parlato altre volte, ma ora la cosa sta diventando ormai quasi un dato ufficiale. Un putrido spiazzo, coperto da rovi e proprio fra le case, ricolmo di immondizia di ogni genere : materassi, cuscini, sedie rotte, reti e tavole inchiodate, oltre ad ogni tipo di rifiuti. Nessuno che intervenga. Non solo occorre ripulirla e disinfettarla per quanto sarebbe il caso di chiudere, con una rete metallica o con tavole, lo spiazzo divenuto discarica, onde disincentivarne l’ improprio ed immondo utilizzo. Ma le discariche abusive, a S. Elia, non finiscono qui : pullulano, maleodoranti ed oscene, un po’ dappertutto nel Centro Storico, da via Genovese a Piazza Cocorocchia, da via De Aureliis a Salita Croci fino a Largo San Pietro, da via Ripe a Discesa Cartiera, disseminate fra le tante macerie belliche, che dopo 60 anni dalla guerra, ancora fanno bella mostra di sé a S. Elia, unico paese del cassinate a tenerle ancora in piedi, senza un PRG ed un Piano di Ricostruzione attivi. Per l’ acqua, infine, sarebbe il caso di por fine a questa odissea che perdura da mesi, fra gli incuranti ritardi di chi preposto e che costringe la gente a vivere sempre con l’ ansia che possa d’ un tratto mancare per intere giornate ma che intanto, ogni sera e mattina, costringe la cittadinanza di S.Elia a conviverne senza, con tutti i disagi ben immaginabili. E’ questo il modo di amare il proprio paese, come spesso si predica in piazza o in convegni di mero e vacuo presenzialismo ? Benedetto Di Mambro
08/12/2003 - S. ELIA : FESTA DELL’ IMMACOLATA NEL TRISTE RICORDO DEL BOMBARDAMENTO BELLICO DEL PAESE.
Come ogni anno, l’ 8 dicembre si è ripetuta a S. Elia Fiumerapido la tradizione dei festeggiamenti in onore della Madonna Immacolata. Il Comitato diretto dal parroco don Remo Marandola e da Vincenzo La Marra ha fatto le cose in grande. Suggestiva la tradizionale processione mattutina, all’ alba del 7 dicembre, che ha percorso le vie del paese dalla Chiesa Madre di Santa Maria la Nova fino a quella di San Sebastiano, dove ha posto la settecentesca statua dell’ Immacolata. Processione ripetuta, poi, a mezzogiorno dell’ 8 dicembre, con al seguito autorità civili e militari del paese oltre ad una moltitudine di fedeli. Il tutto accompagnato dalle note del locale Complesso Bandistico “Guelfo Strappa”. Quindi fuochi d’ artificio. Ma quest’ anno aveva un significato in più : ricorreva il 60° anniversario del bombardamento aereo di S. Elia dell’ 8 dicembre 1943 che produsse oltre 200 morti civili e la distruzione del paese per il 98%. All’ uopo è stata deposta , dal Comitato e dal Sindaco, una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti, fra vessilli italiani, europei e di pace. A quanto una medaglia al valor civile per la città di S. Elia ? Benedetto Di Mambro
08/12/2003- S. ELIA : IN ATTO LO SCEMPIO DELLA PIAZZA DELLA FRAZIONE OLIVELLA MENTRE LA GENTE PROTESTA.
Che fine farà adesso la ricostruenda piazza di Olivella di S. Elia Fiumerapido ? Per ora i lavori sono stati fermati perché sembra che i previsti finanziamenti del relativo mutuo non bastano più : quindi, stop ai lavori. Ma, intanto, che brutta storia quella della piazza di Olivella! Un ampio spiazzo pianeggiante, dirimpetto alla meravigliosa settecentesca chiesa di Santa Maria dell’ Ulivo, (scrigno di tesori inestimabili come bellissima tela settecentesca di Lorenzo De Caro e la statua cinquecentesca, in legno di ulivo, della Madonna) rimpicciolito e scavato, con orrendi gradoni, come mostruose montagne russe. La gente del posto è risentita e si sente impotente, anche se continua a protestare contro chi l’ ha voluta in tal modo. Ora però i lavori sono fermi e non si sa se e quando riprenderanno per completarne lo scempio. D’ altro canto è pur vero e lodevole: dagli scavi sono usciti fuori due antichi rialzi della chiesa ma per il resto ora è solo cemento, veri e propri catini di raccolta di acqua piovana ed insommortabili barriere architettoniche, salvo una piccola passerella accanto all’ ingresso della chiesa! Gli abitanti di Olivella non la volevano in tal fatta, ci dicono, ma avrebbero preferito solo un paio di aiuole, un bel piallestramento dello spiazzo e qualche panchina: roba da poca spesa. Ora si ritrovano crateri e gradoni posticci di cemento incompleti, con spazi ridotti oltre che mal gestibili e mal vivibili, tant’ è che qualcuno già ci ha fatto qualche brutto ruzzolone. Viene da chiederci : ma chi potrebbe mai inventarsi l’ idea folle di scavare buche e catini, con brutti gradoni in cemento, nella piazza di fronte a Santa Maria Novella a Firenze o in Piazza dei Miracoli a Pisa ? Possibile che la sorveglianza della Sovrintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali vale solo per quei posti e per nulla qui ad Olivella, davanti a quel gioiello architettonico che è la splendida chiesa barocca di Olivella? Ed ora che ne sarà? La gente intanto vigila e giudica e noi staremo a vedere quel che succederà. Intanto, sarebbe veramente opportuno che gli Enti preposti sorvegliassero meglio quei lavori ed intervenissero a bloccarli per ripristinarne, per quanto possibile e per quanto richiesto dalla gente del posto, la funzionalità razionale di una volta. Benedetto Di Mambro
22/11/2003 -FINALMENTE LA REGIONE LAZIO RIDA' VITA AL FIUME RAPIDO
E così, dopo che tante speranze andavano ormai spegnendosi fra i santeliani, l’ Agenzia regionale A.R.D.I.S., dietro incarico della Giunta Regionale Lazio, ha dato inizio proprio in questi giorni alla ripulitura del fiume Rapido, in territorio di Sant’ Elia Fiumerapido, ad iniziare da circa 400 metri a monte della vecchia Cartiera fino al Ponte Nuovo. Si tratta di un primo intervento ordinario al fine di liberare l’ alveo del fiume dalla vergognosa ed intrigata selva di spini e di piante che da oltre dieci anni lo nascondevano, ormai, alla vista dei santeliani e del comune passante. Il fiume stà così tornando alla luce ed alla vista di chi lo ha sempre considerato il “suo” fiume e di chi lo ha sempre amato. Diciamo il vero : ci sono voluti circa due anni di interventi e di vibrate proteste da parte delle Associazioni Ambientaliste cassinati, dell’ Istituto Ittiogenico di Roma, dell’ ARSIAL e, non ultime, della Pro Loco di S. Elia nei confronti del Consorzio di Bonifica di Cassino e delle Associazioni santeliane “Riprendiamoci il fiume Rapido!” e “Cuoresanteliano”, promotrici di copiose raccolte di firme e di sensibilizzazione a mezzo stampa degli Enti preposti. Va da sé che un primo intervento di recupero di pulizia del fiume è già in atto e che un secondo intervento straordinario dovrà esservi apportato dal Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” di Cassino, presso cui già è stato redatto ed è pronto, per essere messo in atto, un progetto di risanamento del Rapido, da S. Elia a Cassino, per un valore di un milione di euro.
12/07/2003 -IMPORTANTE SCOPERTA E GEMELLAGGIO STORICO-ARTISTICO VIRTUALE FRA S. ELIA FIUMERAPIDO E NAPOLI.
C’è una bellissima tela, raffigurante la “Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta”, che campeggia grandiosa su uno degli altari laterali all’ interno della preziosa chiesa barocca di Santa Maria dell’ Olivella, in Comune di Sant’ Elia Fiumerapido. Su di essa spesso e molto si è scritto, anche dal sottoscritto, ma mai approfonditamente, soprattutto in riferimento all’ autore, a volte chiamato Lorenzo De Caro ed altre Lucrezio De Caro (io stesso, erroneamente, sul mio recente libro “Sant’ Elia Fiumerapido ed il Cassinate”) se non addirittura Lucenzio Caso e comunemente riferita a scuola pittorica seicentesca napoletana oltre che, da altri, persino al XIX secolo. Nel frattempo, a Napoli, a storici e cultori d’ arte, mancava ed era misconosciuto proprio questo pregevole tassello. Di Lorenzo De Caro (e non, quindi, Lucrezio) conoscevano molto, ma di questa sua preziosa tela conservata in una chiesa di S. Elia non sapevano nulla. Navigando, come suol dirsi, nel mondo virtuale di Internet, di recente un diretto discendente napoletano di questo pittore, il dottor Gustavo De Caro, che fra l’ altro proprio su Lorenzo De Caro aveva scritto note e biografia sulla rivista “Napoli nobilissima”, di cui mi ha fatto recapitare gentilmente una copia nel giro di due giorni, si imbatte con il nostro sito www.cuoresanteliano.it, e vi scopre il tassello mancante : una tela del suo avo pittore si trova proprio in una chiesa di S. Elia. Rintraccia il mio telefono di casa e mi contatta, compiaciuto della citazione, chiedendomi maggiori chiarimenti e di poter avere il mio libro di cui sopra, che quanto prima gli invierò. Intanto lo indirizzo sul sito ufficiale del Comune di S. Elia dove è ritratto un particolare del dipinto, ma il Dottor De Caro mi chiede gentilmente di poter avere una foto che lo ritragga per intero e le misure della tela originale. Provvederemo a presto e di buon grado anche a questo. Intanto anche noi, ora, sappiamo molto di più sull’ autore del dipinto : Lorenzo Domenico De Caro, terzo di cinque figli, era nato a Napoli il 29 maggio 1719 e vi morì il 2 dicembre 1777. A Napoli il De Caro è stato rivalutato e ricordato con ben due mostre : “Civiltà del ‘700” nel 1979 e “Pittura Sacra” nel 1980, i cui cataloghi, però, mancano proprio del dipinto di Olivella. Il periodo della sua attività di pittore è stato collocato fra il 1740 ed il 1761. Secondo gli studiosi, la sua produzione pittorica era improntata allo stile vivace, estroso e decorativo, pieno di colore e di contrasti, tipico della scuola barocca napoletana, del pittore nocerino Francesco Solimena (1657-1747). Non sappiamo ancora, però, come, quando e perchè Lorenzo De Caro fosse giunto a S. Elia ed avesse dipinto la tela della “Visitazione” nella settecentesca chiesa di Olivella. Cercheremo di saperne di più. Con il Dottor Gustavo De Caro, intanto, ci vedremo quanto prima a S. Elia per un sopralluogo nella chiesa che conserva la preziosa tela.Benedetto Di Mambro
26/06/2003 - IL CONSORZIO DEI COMUNI DI PIEDIMONTE SAN GERMANO ALL’ AVANGUARDIA CON IL “TELESOCCORSO”. LUNEDì 30 GIUGNO LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL SERVIZIO AD AQUINO.
Telesoccorso: un valido e comprovato sostegno telematico per l’ emarginazione e la solitudine delle persone anziane. Un servizio in più e all’ avanguardia, che il Consorzio dei Comuni, che fa capo a Piedimonte San Germano, mette a disposizione degli anziani rimasti soli e lontani dai centri abitati, per tutti i Comuni consorziati. A presentare ufficialmente il servizio, LUNEDI’ 30 GIUGNO ALLE ORE 18,00, in un apposito Convegno presso la Sala “Giovenale” di Aquino, saranno : il Presidente del Consorzio, Mario Riccardi; l’ on. Anna Teresa Formisano, Assessore Regionale alle Politiche Sociali; l’ Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Ettore Urbano e il Direttore del Consorzio Attilio Coletta, oltre alle operatrici del telesoccorso stesso, Anna Maria Grazia Azzoli e Liliana Bonora. Si tratta di un servizio di estrema importanza ed utilità, tenacemente voluto proprio dall’ on. Formisano e dal Presidente Riccardi, già da un anno attivo in collaborazione con una società specializzata veneta e che dal 1° luglio verrà gestito in proprio dal Consorzio stesso. Sono già circa 150 gli utenti raggiunti dal servizio di telesoccorso ed il positivo riscontro ottenuto nel corso di un anno di attività ha spinto il Consorzio a farne una propria risorsa di sostegno e di forte apporto di umanità per quelle persone anziane che vivono, da sole, momenti quotidiani di difficoltà e di depressione. Nell’ anno di prova appena trascorso, si è potuto accertare, infatti, la piena disponibilità degli anziani all’ innovazione tecnologica e come gli stessi ne abbiano tratto valido giovamento, quasi a non poterne fare a meno. Con il Telesoccorso è possibile raggiungere i luoghi più sperduti e remoti dei Comuni Consorziati e l’ anziano che ne usufruisce, con un semplice gesto sull’ apparecchio installatogli in casa, è certo di avere sempre a disposizione una persona su cui contare, soprattutto nei momenti più difficili della sua giornata. Le operatrici del Telesoccorso sono sempre lì, pronte, a mettere a suo servizio le proprie esperienze professionali ed umanità, con grande affabilità ed amore, per essergli di conforto e fargli superare momenti di difficoltà quotidiane, di estrema solitudine, di depressione e, se del caso, far scattare allarmi di pronto intervento.
10/06/2003 - S.ELIA : IN GRAVE PERICOLO GLI AFFRESCHI CINQUECENTESCHI DELLA CAPPELLA DI CHIUSANOVA.
I santeliani la chiamano comunemente “La Madonnella” oppure “La Cappella di Chiusanova”. Per anni è stata oggetto di profondo culto e devozione. Da diversi anni è invece un semplice punto di riferimento geografico e niente più. La chiesuola è posta, ormai seminterrata, proprio sul margine sinistro della trafficata provinciale che da Cassino conduce a S. Elia, a meno di un chilometro da quest’ ultimo centro abitato ed è, ironia della sorte, talmente sotto gli occhi di tutti da passare quasi inosservata. Eppure la cappella, il cui vero nome è quello di “Madonna degli Angeli”, nelle sue pur piccole dimensioni racchiude un grande e prezioso patrimonio artistico, ai più sconosciuto, che purtroppo è in via di disfacimento, con crepe vistose che stanno erodendo e facendo cadere a pezzi gran parte degli intonaci affrescati della volta e delle pareti laterali, mentre sempre più sfocato è l’ affresco della parete absidale. Con molta probabilità fu costruita nel XV secolo e vi si dispensavano indulgenze, come ci sembra di evincere dai Registri di Giovanni de’ Medici (1475 – 1521), all’ epoca Abate Commendatario di Montecassino e futuro Papa Leone X dal 1513. Il piccolo edificio sacro è largo m. 2,05 e lungo m. 2,85. Il punto più alto della volta, leggermente archiacuta, raggiunge i m. 2,40. Sulla parete absidale vi è un affresco quattrocentesco rappresentante la Madonna in atto di allattare il Bambino fra due angeli inginocchiati. Lo studioso benedettino Angelo Pantoni nel 1966 scriveva sul Bollettino Diocesano che la data del dipinto era graffita alla base dello stesso affresco in lettere romane : 1488. Lo stesso Pantoni, sempre nel 1966, scriveva anche che i bellissimi affreschi della volta erano riferibili al XVI secolo. Raffigurano uno stuolo di angeli tondeggianti che, con strumenti musicali, glorificano la Madonna ed il soave stile pittorico che li caratterizza riecheggia chiaramente quello tipico di Scuola Raffaellesca. E’ veramente un brutto effetto vederli cadere a pezzi senza che chi di dovere se ne preoccupi ed intervenga a prevenire l’ irreparabile ! Lo stesso dicasi per gli affreschi absidali, anch’ essi cinquecenteschi, della Cappella della Madonna del Carmine posta sul lato sinistro della strada che da S. Elia conduce a Portella. Benedetto Di Mambro.
Nella Foto : Gli affreschi parietali e della volta della Madonnella (Collage a cura dell’Ing. Bruno Corvese).
19/05/2003 - DON IGINO BONANOTTE NOMINATO "MONSIGNORE" DA PAPA GIOVANNI PAOLO II.
Lo staff di Cuoresanteliano è lieto ed orgoglioso di annunciare che il 3 maggio scorso l' Abate di Montecassino, Bernardo D' Onorio, ha ufficialmente comunicato, nella chiesa di San Michele Arcangelo in Valleluce, in comune di Sant' Elia Fiumerapido, l' avvenuta nomina a "Monsignore" del parroco don Igino Bonanotte, da parte di Papa Giovanni Paolo II. La stessa cosa avverrà solennemente sabato 24 maggio prossimo nella chiesa di Santa Maria del Carmine in Portella, in occasione del rito delle Cresime, sempre da parte dell' Abate di Montecassino. Già da diversi anni Vicario Foraneo di ben undici parrocchie del circondario di Sant' Elia Fiumerapido per conto della Diocesi di Montecassino, don Igino Bonanotte, 63 anni ed originario di Ateleta in provincia dell' Aquila, è parroco della frazione di Portella di Sant' Elia Fiumerapido dal 1964 e dal 1983 lo è anche di Valleluce. Dal 1964 al 1970 fu anche titolare della Messa domenicale nella Chiesa Madre di Santa Maria la Nova in Sant' Elia Fiumerapido. Dal 1970 al 1977 ebbe altresì l' incarico di parroco di Valvori, in comune di Vallerotonda. Il 21 luglio prossimo, inoltre, don Igino Bonanotte compirà i suoi primi 40 anni di sacerdozio. Cuoresanteliano si unisce fraternamente e con affetto alla gioia ed agli onori del proprio caro amico e padre spirituale, ora anche Monsignore, don Igino.
16/05/2003 -ELETTROMAGNETISMO A S. ELIA : INTERVIENE ANCHE IL CONACEM ED ORA SI ASPETTANO FATTI CONCRETI.
Sul problema dei ben tre grossi impianti per telefonia mobile (Telecom, Omnitel e Wind) installati in territorio di S. Elia, in pieni centri abitati, ben vicini gli uni agli altri, ad onta della salute dei cittadini e della salvaguardia dell' ambiente, interviene per iscritto anche il CO.NA.CEM (Coordinamento Nazionale per la tutela dai Campi Eletromagnetici), tramite il proprio Presidente Daniela Dussin, con una e-mail al segretario del Comitato di Portella Enzo Iannetta :" ...letta la documentazione che mi ha inviato, credo che abbiate fatto un buon lavoro. A mio avviso la delibera (del Consiglio Comunale del 31/03/03) non è male, denota una sensibilità al problema e una considerazione della popolazione rappresentata. Criticabile invece è la lettera inviata dal sindaco alla popolazione. Essa è abbastanza imprecisa e non corretta soprattutto quando richiama la normativa vigente a giustificazione di quanto sin qui fatto dal Comune. ... La richiesta del Sindaco di un elenco di ammalati è solo un pretesto per lasciar passare il tempo....E' bene che il sig. Di Cicco disponga da subito l' adozione delle misure che gli avete chiesto". A questo punto è il caso di rimarcare come, esibizioni ingiuriose del sindaco a parte in sede di Commissione Provinciale per l' Ambiente del 18 aprile scorso, mai si sarebbe giunti alla convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc per gli impianti in questione (quello del 31 marzo scorso) se non ci fosse stata la spinta civile del Comitato e che gli impegni assunti nella deliberazione n.14, votati all' unanimità dall' intero Consiglio Comunale, anche da qualche novello Ponzio Pilato di turno che invece di essere da sprono al Sindaco ed alla Giunta Comunale non ha fatto altro, sia in Consiglio Comunale sia in Commissione a Frosinone, che chiamare in causa, chissà perchè, il Comitato. Delle infelici e logorroiche lettere, zeppe anche di gratuite invettive, spedite dal Sindaco alla popolazione di Portella, preferiamo non parlare per non scendere agli stessi livelli toccati dal mittente. Fatto è che la popolazione di Portella, infastidita, le ha in gran parte gettate al fuoco ed in altra gran parte raccolte per rispedirle allo stesso sindaco. Nel frattempo si aspetta che il signor "lei non sa chi sono io" venga di persona a parlare con la gente di Portella guardandola negli occhi, sempre che ne abbia coraggio e serie motivazioni da addurre. E' inoltre atteso, per il 20 maggio prossimo, il sopralluogo della Commissione Provinciale per l' Ambiente con il suo Presidente Iannone e gli altri suoi componenti, sempre che data e contenuti siano di gradimento del Sindaco. Staremo a vedere. Pare anche, da quel che trapela dal Palazzo, che ci siano state visite della Procura della Repubblica di Cassino ed interventi dell' Assessorato Regionale all'Ambiente. Ora, però, è tempo che il Sindaco lasci da parte ingiurie, chiacchiere ed inconcludenti lettere e passi invece ai fatti, così come deliberato in Consiglio Comunale il 31 marzo scorso, da cui sembra trapelare una velata indicazione di responsabilità di tutta la questione nell' operato dell' Ufficio Tecnico Urbanistico del Comune laddove si afferma di "sospendere e rivedere l' autorizzazione rilasciata dall' Ufficio Tecnico Urbanistico competente" dietro raccolta delle certificazioni mediche specialistiche : 1) sospensione di eventuali altre installazioni di impianti per telefonia mobile; 2) eventuali altri impianti, se autorizzati, verranno installati su proprietà immobiliari del Comune (e non su terreni privati); 3) predisposizione di un apposito regolamento comunale che tuteli la salute dei cittadini e salvaguardi l' ambiente. A circa due mesi dal Consiglio Comunale, ancora nulla ! Come scrive il Presidente CONACEM, Daniele Dussin, "è solo un pretesto per lasciar passare il tempo?". Veniamo ai fatti e si convochino al più presto le Commissioni per studiare e predisporre il regolamento!
12/03/2003 - SANT' ELIA : PAURA PER EMISSIONE ONDE ELETTROMAGNETICHE. LA POPOLAZIONE DELLA FRAZIONE DI PORTELLA SCENDE IN PIAZZA E CHIEDE L' INTERVENTO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA.
C' è rabbia e preoccupazione fra la pur pacifica e laboriosa gente della popolosa frazione di Portella in Comune di Sant' Elia Fiumerapido. Già da qualche anno, in pieno centro abitato, in località La Selva, è in funzione un grosso impianto di trasmissione per telefonia mobile. Da un paio di giorni sono iniziati altri lavori per l' installazione di un nuovo grande trasmettitore proprio accanto al primo e si dice che ve ne dovrebbero sorgere altri. Le Società interessate sono la Telecom, Wind Infostrada, Omnitel e Teledue. Una vera e propria folta centrale per emissione di onde elettromagnetiche, dunque e, per di più, fra le case della contrada. Gli abitanti di Portella, preoccupati per una già in atto forte recrudescenza di malesseri tirodei, renali e cardiaci (soprattutto per portatori di pace maker) che si vanno sempre più evidenziando fra la popolazione e adirati nei confronti dell' Amministrazione Comunale per via di non essere stati mai nè interpellati nè avvertiti in tempo di quanto si sta realizzando, si sono coalizzati in un "Comitato per la salute pubblica", presso la Canonica della locale Parrocchia di santa Maria del Carmine, e stanno investendo del caso il Prefetto di Frosinone e la Procura della Repubblica di Cassino per ottenere il blocco dei lavori e procedere agli accertamenti del caso. All' uopo si sono organizzati per una capillare raccolta di firme a sostegno della protesta e quanto prima insceneranno una manifestazione pubblica sotto il Palazzo Municipale, chiedendo un incontro chiarificatore con il Sindaco Fortunato Di Cicco e Assessori e Consiglieri della stessa frazione. Tutto questo perchè, fra l'altro, oltre alla preoccupazione per i danni alla salute dei cittadini e per gli improvvisi avvii di lavori senza alcun preavviso, pare che di tutto quanto già da circa tra anni se ne parlava nelle stanze del Comune senza che la gente di Portella ne sapesse la benchè minima cosa. Ora, organizzati in Comitato e con alle spalle le firme di adesione ed approvazione alle loro iniziative da parte della popolazione di Portella, i già numerosi, preoccupati ed arrabbiati organizzatori della protesta sperano soltanto nell' intervento del Prefetto e della Procura della Repubblica perchè tutto venga bloccato, rimosso ed accertato nei minimi particolari : dalle autorizzazioni edilizie fino al rispetto delle norme e leggi vigenti in materia di installazione di impianti di trasmissioni radio e di telefonia mobile per giungere, quindi, all'accertameto di eventuali connessioni e concause circa i danni ed i malesseri fisici in atto fra la popolazione. (bdm)
07/03/2003 - SANT' ELIA FIUMERAPIDO : CHIESA MADRE IN DECADENZA . OCCORRE SALVARLA DALL' ABBANDONO ASSIEME ALLE SUE OPERE D' ARTE DAL XIV SECOLO AD OGGI
E' dal XIII secolo (1200) che troneggia in pieno centro storico di Sant' Elia Fiumerapido, ingrandita definitivamente alla fine del XVII secolo (1694-1705), quando fu nominata Chiesa Capitaolare del paese, ma, anche se resta il più grandioso scrigno contenitore di preziosi Beni Artististici, che vanno dal Rinascimento fino ai nostri giorni, è sempre più in abbandono, pur essendo la chiesa più amata dai santeliani stessi. E' la Chiesa Madre di S. Elia, detta, sin dalla sua fondazione, Santa Maria la Nova. A tenerla ancora pulita ed in buono stato, per quanto possono, in aiuto al parroco Don Remo Marandola, sono solo due benemerite signore locali di buona volontà . Tutto il resto, attorno, oltre che solo lamentarsene sporadicamente, tace ed è completamente fermo. I suoi splendidi portali settecenteschi sono ormai letteralmente e pericolosamente cadenti e preda di tarli ed umidità. L' Altare Maggiore è stato fatto oggetto di sacrilego latrocinio da parte di ignoti ladri che, qualche anno fà, ne asportarono i magnifici rivestimenti in marmo con sopra incisi stupendi fregi e disegni settecenteschi ed oggi sta ancora lì, spogliato ed abbandonato. Il coro settecentesco in legno finemente intarsiato è abbandonato alla polvere ed ai tarli. La stessa statua del Santo Patrono del paese, S. Elia Profeta, non è altro che un manichino rivestito. Eppure, come dicevamo, la chiesa, oltre ad essere un tempio grandioso e bellissimo di fattezze che vanno dal rinascimentale al barocco, contiene anche gioielli artistici di inestimabile valore. E' una chiesa a tre navate, con sei altari laterali, con un altro altare, dipinto da Bizzoni, accanto all' altare maggiore ed un altro ancora alla sinistra del portale d' ingresso con una magnifica tela dipinta di scuola napoletana seicentesca. Sull' altro lato dell' ingresso, fa bella mostra di sè il rinascimentale Fonte Battesimale lavorato in pietra. La chiesa di Santa Maria la Nova è inoltre abbellita da un bellissimo e minuzioso altorilievo quattrocentesco, raffigurante la Passione di Cristo, oltre che da dipinti e da tele che vanno dal XVII al XIX secoli, fra cui quelle del pittore locale Enrico Risi (1855-1916) e dalle sacre statue settecentesche lignee dello scultore Giuseppe Picano (1716-1800). Stupenda la grandiosa cupola dipinta che volteggia sull' area dell' Altare Maggiore così come, all' esterno, bellissima è la facciata originale cinquecentesca con meridiana e, alle sue spalle, mirabile è l' alto campanile di fini fatture settecentesche. Crediamo proprio che sia il caso di intervenirvi per salvarla e riportarla allo splendore che le spetta. (bdm)
09/02/2003 - NUOVI TRAGUARDI PER IL RICERCATORE STORICO SANTELIANO BENEDETTO DI MAMBRO
Cuoresanteliano è lieto di comunicare che un ambìto riconoscimento è stato tributato, dall' Archivio di Stato di Frosinone, tramite il suo Direttore Dott.ssa Patrizia Ferrara, al ricercatore storico santeliano e nostro socio e collaboratore Benedetto Di Mambro. Il suo ultimo libro di raccolte storiche, archeologiche ed epigrafiche "Sant' Elia Fiumerapido ed il Cassinate" (Cassino, marzo 2002), è stato di recente acquisito ufficialmente dalla Biblioteca dello stesso Archivio ed iscritto nel registro cronologico di entrata con il n. 9047. Il libro, 126 pagg., 30 foto ed illustrazioni e coedito dal Comune e dalla Pro Loco di Sant' Elia Fiumerapido con il patrocinio dell' Amministrazione Provinciale di Frosinone, oltre alla storia, l' arte, i monumenti ed i personaggi illustri di Sant' Elia, approfondisce con cura e meticolosità molti temi storico-archeologici relativi all' antica Casinum romana, a tutto il cassinate, alla valle di Comino e particolarmente ai centri di Atina, Belmonte Castello, Vallerotonda, Cardito, San Biagio Saracinisco, Terelle e San Vittore del Lazio, a partire dal IV sec. a. C. e quindi dalla presenza in zona dei Sanniti, fino ai nostri giorni, attraverso l' epoca romana, quella longobarda e bizantina, i Normanni e, via via, il Risorgimento Italiano ed il Brigantaggio postunitario ed i lutti dell' ultimo conflitto mondiale. Nel frattempo, Benedetto Di Mambro ha pubblicato e continua a pubblicare diversi suoi saggi, sulla storia e la presenza dei Sanniti, fra il IV sec. a.C. e l' inizio della dominazione romana, nel Cassinate e fra i suoi monti circostanti, sul sito internet www.sanniti.info, importante Centro Nazionale web di Studi, Ricerche, Aggiornamenti e di Dibattito sul popolo e sulla civiltà dei Sanniti oltre che ad essere in costante corrispondenza con il sito www.menteantica.it, del Centro culturale ciociaro "Antiqua Mens", in collegamento con l' Istituto Nazionale Regioni Storiche (INARS).
02/02/2003 - SANT' ELIA DICE NO ALLA GUERRA E ADERISCE AD EMERGENCY
Il Comune di Sant' Elia Fiumerapido, memore delle violenze belliche subìte nell' ultimo conflitto mondiale culminate con la sua quasi totale distruzione (91%), ha ufficialmente aderito all' iniziativa "Fermiamo la guerra - Firmiamo la pace", promossa dalla organizzazione pacifista e di soccorso alle popolazioni vittime degli orrori della guerra, EMERGENCY, fondata da Gino Strada. Un Consiglio Comunale apposito ed aperto ai cittadini, tenutosi sabato 01 febbraio 2003, presente Carlo Testa, Coordinatore regionale di Emergency, ne ha deliberato, in modo ufficiale, l' adesione con un grosso NO ALLA GUERRA, richiamandosi al principio del ripudio della guerra, troppo spesso dimenticato, sancito dall' art. 11 della Costituzione Italiana e dallo Statuto dell' ONU. Un Consiglio Comunale quasi al completo e con la presenza di un folto pubblico fra cui : gli Assessori Provinciali Oreste Della Posta ed Ettore Urbano ed una numerosa rappresentanza di studenti della locale Scuola Media, guidati dal Preside Lino Musilli, oltre, ovviamente, a molti aderenti ed attivisti del neonato "Coordinamento territoriale cassinate di Emergency" che ha sede proprio in S. Elia. Partita, infatti, da circa due mesi la campagna di sensibilizzazione nel cassinate, soprattuto ad opera dell' Assessore Comunale santeliano, Luisa Grossi, che è anche coordinatrice del movimento territoriale, dell' Assessore Provinciale Della Posta e del rappresentante regionale di Emergency, Marco Rossi, il gruppo territoriale di Emergency, che abbraccia i Comuni del cassinate della valcomino, è andato sempre più infoltendosi, penetrando nelle scuole e nella coscienza dei cittadini. Nella riunione del 17 gennaio 2003, tenutasi a Sant' Elia, finalmente si costituì ufficilmente il nucleo fondatore del coordinamento territoriale cassinate, alla presenza dei sopradetti Assessore Della Posta e Marco Rossi, del coordinamnto regionale di Emergency. Erano presenti, per le varie realtà territoriali, di studio e lavorative : l' Assessore Comunale di S. Elia Luisa Grossi, nominata Coordinatrice del gruppo, Giulia Longo e Vincenzo Capaldi del Centro dei Diritti e della Solidarietà di Cassino, Anita Monti, Antonella Arpino, Pietro La Rocca, Benedetto Di Mambro, Enzo Iannetta, Umberto Violo, Edoardo De Santis, Matteo Pallucci, Caterina Fargnoli, Adenise e Floriana Giannetti, Enza e Maria VIttoria Gabriele, Maurizio De Vincenzis, Giovanni Morsino e Claudio Sangermano. Obiettivi a breve termine : raccogliere nuove adesioni attive, allargare il Coordinamento e raccogliere 50.000 firme, che sottolineino i princìpi di ripudio della guerra, previsti nell' art. 11 della nostra Costituzione e presentarle al Parlamento Italiano.
01/02/2003 - FINALMENTE FONDI ED INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DEL FIUME RAPIDO !
Proprio di ieri sera (ndr : venerdì 30 gennaio) la tanto sperata e felice notizia : S. Elia riavrà, quanto prima, il suo amato fiume Rapido ripulito e risanato, sia in termini naturalistici e paesaggistici sia in termini faunistici. Sono diversi anni, infatti, che il fiume, un tempo vanto e ragione di vita del paese oltre che rinomato corso d' acqua per gare nazionali di discesa per canoe e kajak, è ridotto ad un accumulo di sterpaglie e di immondizie di ogni genere che, oltre a nasconderlo alla vista di qualsiasi comune mortale, ne hanno anche stravolto la fauna ittica con la quasi totale scomparsa delle sue rinomate trote e con la comparsa, invece, di voraci carpe. Già nel 1998, a seguito dell' alluvione di Sarno, il sindaco di S. Elia, Fortunato Di Cicco, aveva chiesto l' intervento del Consorzio di Bonifica per il ripristino del suo alveo e per quello dei suoi argini, onde evitare dannosi straripamenti. Fu avviato un progetto di massima che, però, finora non ha mai visto luce. Nell' estate scorsa, a seguito anche di iniziative intraprese dalle Associazioni Italia Nostra, Fare Verde ed Amici del Rapido-Gari di Cassino, a muoversi furono gli stessi cittadini santeliani : una petizione popolare, coadiuvata anche dal sito internet www.cuoresanteliano.it, fu avviata da Benedetto Di Mambro, Giancarlo Gargano ed il dott. Tommaso Secondini tramite l' apposita Associazione "Riprendiamoci il fiume Rapido!", alla quale aderirono con entusiasmo, oltre a centinaia di santeliani, anche decine di Associazioni Sportive Canoiste e di Kajak di tutta Italia, prima fra tutte quella del CUS Cassino, con a capo il dott. Spallino ed il rag. Capitanio. A settembre, quindi, fu proprio la Pro Loco di S. Elia a fare un passo ufficiale nei confronti del Consorzio di Bonifica con una circostanziata lettera e coinvolgente anche il Comune di S. Elia e le Associazioni Ambientalistiche di Cassino, richiedendo un incontro ed un intervento decisivo a salvaguardia del Rapido. L' altra sera, la notifica telefonica a Benedetto Di Mambro e quindi a Gino Alonzi, Vicepresidente della Pro Loco di S. Elia, circa la decisione del progetto esecutivo affidato dal Consorzio ad un noto ingegnere cassinate e la richiesta di collaborazione delle associazioni santeliane suddette. Si parla di uno stanziamento di 2 miliardi di lire proprio per il risanamento del fiume Rapido a partire da 200-400 a monte dell' antica cartiera di S. Elia fino alla confluenza dello stesso, a Cassino, con il Gari.
11/01/2003 - S. ELlA: BUONE PROSPETTIVE PER IL RECUPERO DELLA CHIESETTA ROMANICA DI SANTA MARIA DI PALOMBARA.
Ne abbiamo parlato e scritto tante volte, chiedendone cura, attenzione ed interventi necessari. Ora, sembra giunto il momento dei fatti e del suo recupero. Si tratta dell' antica, distrutta ed abbandonata chiesetta romanica di Santa Maria di Palombara, in località Croce di Sant' Elia Fiumerapido. A livello documentale le sue prime notizie si hanno dal XVI secolo, in merito ad atti notarili di proprietà. La sua origine, però, con molta probabilità è molto più remota. Occorre probabilmente risalire alI' XI o XII secolo, alla famosa epoca delle "cellae", quando i monaci benedettini di Montecassino e di Valleluce eressero decine di chiesette su tutto il territorio cassinate e della valle del fiume Rapido. Di indubbia architettura romanica, con l' abside concava e le finestre a feritoia, Santa Maria di Palombara era però rimasta per secoli abbandonata alle sterpaglie ed alI' incuria. Completamente senza tetto ed avvolta dalle erbacce, la chiesetta ha però conservato al suo interno, nel catino absidale, non si sa per quale miracolo, un prezioso affresco di una delicata Madonna con Bambino, più qualche altro fregio, sfidando pioggia, intemperie ed umidità, che stavano pericolosamente minando la sopravvivenza degli stessi affreschi. Qualche anno fà, la famiglia lucci-Gabriele di S. Elia, proprietaria di quel piccolo ma pregevole immobile, tramite interessamento dell' Assessore alla Cultura, Mariella Facchini, cedette la chiesetta al Comune di S. Elia a patto che la restaurasse. Nel frattempo lo stesso Comune ha provveduto a stanziare una prima somma di 50 milioni di lire (25823 euro) da destinare proprio alla sua riattazione. Pochi giorni fà, la buona notizia che si spera diventi realtà: il Sindaco, Fortunato Di Cicco e l' Assessore Luisa Grossi, si stanno muovendo presso la Regione Lazio, anche tramite la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, per l' ottenimento dei fondi necessari al recupero ed alla riattazione della chiesetta e dei suoi affreschi. Del pacchetto del recupero di fondi, oltre a Santa Maria di Palombara, fanno parte anche quelli per il restauro della trecentesca chiesa di San Sebastiano, dominante, in pieno centro di S. Elia, la villa comunale e della bella chiesa barocca di Santa Maria delle Grazie (o dell' Ulivo), in contrada Olivella, risalente ai primi anni del XVIII secolo. Per la chiesa romanica di Ognissanti (XI sec.), invece, c’ è già un interessante progetto di recupero, redatto dall’ architetto santeliano Giuseppe Picano, per il cui finanziamento si sta occupando la Dottoressa italo-americana Liza Salvatore, originaria di S. Elia, tramite la propria agenzia “Bella Terra Tour Services” di Santa Monica, in California. Non ci resta che sperare che tutto vada felicemente in porto, così come per l' annunciato, ma mal ancora visto, recupero della chiesa bizantina di San Cataldo di cui si sta interessando la Parrocchia stessa.(bdm)
03/01/2003- S. ELIA : POLEMICHE SULLA RISISTEMAZIONE DELLA PIAZZA DI OLIVELLA
Si fanno ancora più aspre le polemiche sulla piazza della “discordia” della frazione Olivella di Sant’Elia Fiumerapido, con parroco, amministratori comunali e progettista in fibrillazione per un nostro recente articolo apparso sui giornali locali. Come già scritto, infatti, il Comune di S. Elia ha intenzione di mettere mano ad una risistemazione del piazzale antistante la chiesa barocca della frazione Olivella che, però, la popolazione, nelle forme in cui la nuova piazza è progettata, non appare affatto disposta ad accettarla. Scrivevamo che sarebbe come scavare avveniristiche scale, obbrobriosi crateri o quant’ altro davanti alla Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze o nella Piazza dei Miracoli di Pisa. La gente non ne vuol sapere ed è pronta a raccogliere firme o a promuovere persino un referendum contro il progetto. Lo stesso parroco di Olivella, in un colloquio con il sottoscritto, si era mostrato alquanto contrario al paventato intervento sulla piazza, giungendo a dire che mai avrebbe ceduto al Comune il terreno di pertinenza della chiesa. Mai tanto clamore! Ora, ecco spuntar fuori uomini di pace, progettisti che se la prendono con le storture dei giornali, sindaco ed assessori che, sordi ad ogni suggerimento o consiglio, perseverano a voler per forza propinare ad un’ intera popolazione una piazza di nessun gradimento e per di più anacronistica rispetto al contesto in cui si svilupperebbe, prevedendo addirittura di indebitare il Comune con un mutuo di oltre 400 milioni di lire, a danno dei contribuenti santeliani e quindi anche di Olivella. Insomma : oltre al danno, anche la beffa. Una piazza che prevederebbe un vero e proprio grosso catino scavato al proprio centro, dirimpetto alla sua bella chiesa settecentesca, con un’ ampia gradinata a sei scalini che vi si calano dentro: per andare dove non si sa bene. Un cratere destinato a divenire, come dice la gente del posto, una putrida e pericolosa piscina, che, per di più, non avrebbe altro ruolo se non quello di restringere gli spazi del piazzale stesso per essere poi anche un pericolo per gli adulti e, figurarsi, per i bambini che vi andrebbero a giocare vicino. Sorvoliamo sugli uomini di pace ai quali ricordiamo solo l’ ira di Cristo contro i mercanti nel Tempio. Ci domandiamo, invece, ancora una volta: cos’ha da dire in merito e perché non interviene la Soprintendeza per i Beni Ambientali ed Architettonici?
Benedetto Di Mambro
28/12/2002 - ASSOCIAZIONE "CUORESANTELIANO ONLUS"
Diventa sempre più centro attivo di studi storici, archeologici ed epigrafici locali, oltre che di servizi utili ai cittadini e di stretto legame con le realtà socio-culturali santeliane e con gli emigrati laziali nel mondo, il sito internet www.cuoresanteliano.it. Da poco più di due mesi, già visitato da circa 1900 "navigatori", il link santeliano si è anche strutturato in "Associazione Cuoresanteliano Onlus", fondatori il consulente A.I. Software Enzo Iannetta, il ricercatore storico Benedetto Di Mambro ed il Dott. Tommaso Secondini e pronto ad allargarsi a nuovi soggetti del mondo socioculturale locale, primi fra tutti il maestro disegnatore Gino Alonzi, il fotoamatore Carlo Vacca e l' esperto in arte e tradizioni culinarie Paolo Soave. Già oggi, il sito www.cuoresanteliano.it, oltre ai ricchi approfondimenti storico-culturali, alla ricchezza di immagini e di foto ed alla gran mole di inziative intraprese (ambiente, ricordi di guerra, itinerari turistici etc.), è il sito di rapporto con gli emigrati tramite il Presidente della locale Istituzione Regionale "Casa dell' Emigrante", Comm. Giovanni Di Mambro, l' Assessore Regionale On. Anna Teresa Formisano ed il Segretario dell' "Associazione Ciociari in Francia", Comm. Carlo Sofia. Ora cuoresanteliano.it è anche diffusore telematico del giornale periodico "Il Rapido" della locale Pro Loco e da gennaio lo diventerà definitivamente del quotidiano "Ciociaria Oggi". E' possibile interagire con cuoresanteliano.it tramite il relativo guestbook o tramite l' e-mail info@cuoresanteliano.it.
03/10/2002 - SALVIAMO IL FIUME RAPIDO : SEMPRE PIU’ ADESIONI !
“Riprendiamoci il fiume Rapido” : con questo slogan era partita qualche settimana fa l’iniziativa per costituire un movimento popolare, a S. Elia, per sensibilizzare le Istituzioni interessate a mettere in atto quanto di dovere per il risanamento del fiume Rapido, che tenesse presente sia salvaguardia e recupero ambientale dello stesso, sia la salvaguardia dei suoi preziosi aspetti e ricchezze faunistiche. Il fine è quello di un suo recupero che contemperi sia l’ aspetto naturalistico-ambientale, sì da ridare visibilità e pulizia a questo storico fiume santeliano, sia quello di non nuocere alla sua fauna ittica, soprattutto le famose trote del Rapido che lo risalgono periodicamente per la deposizione delle proprie uova. Tale e tanta è stata la risonanza dell’ iniziativa di Benedetto Di Mambro e Giancarlo Gargano, coadiuvati soprattutto dalla stampa locale e dal sito internet www.cuoresanteliano.it, che, oltre alle già numerosissime sottoscrizioni raccolte fra i santeliani stessi, i suoi echi hanno travalicato i confini locali sì da riscuotere folta e convinta adesione anche da parte di chi santeliano non è ma di cui l’acqua, come ha avuto a precisare il dott. Angelo Spallino del Kayak Cus di Cassino, è elemento essenziale: cioè i canoisti. Sabato e domenica 28 e 29 settembre scorsi, erano in svolgimento sul fiume Gari, a S.Angelo in Theodice, le Gare Nazionali di slalom per canoe e kayak, come previsto dai calendari CONI, IFC e FICK. Numerosissime le presenze di Sporting Club del settore provenienti da ogni parte d’ Italia. Ebbene: nel pomeriggio di sabato 28 settembre ben 70, fra atleti, tecnici e dirigenti di diverse Associazioni di Canoisti Italiane hanno sottoscritto gli appositi modelli di adesione all’iniziativa denominata “Riprendiamoci il fiume Rapido”, in rappresentanza degli Sporting Club di sport fluviali di Anzio (Roma)), Valstagna (Vicenza), Laino Borgo (Cosenza), Bassano del Grappa (Vicenza), Policastro e Agròpoli (Salerno), Castelburno (Palermo) e quindi le ciociare Cassino, San Giorgio a Liri, Cervaro e Pignataro Interamna. Tutte le firme raccolte, unitamente ad un progetto indicativo, predisposto dal tecnico ambientalista cassinate Capitanio, del Kayak Cus Cassino, su come intervenire, nell’ eventule ed augurabile risanamento del Rapido, secondo le norme di salvaguardia ambientale e faunistica, saranno consegnate al Sindaco di S. Elia Fiumerapido ed al Tecnico Incaricato del Consorzio di Bonifica “Valle del Liri”.
26/09/2002 - S. ELIA : DOMENICA 29 SETTEMBRE V° PREMIO NAZIONALE DI POESIA
Si svolgerà domenica prossima, 29 settembre, a partire dalle ore 17.00, presso il Ristorante "La Taberna" di S. Elia Fiumerapido, la V° edizione del Premio Nazionale di poesia "Città di S. Elia Fiumerapido", organizzata e patrocinata dal Comune di S. Elia e, in particolar modo, dall' Assessore Comunale alla Cultura, avv. Mariella Facchini. Tantissimi e provenienti da ogni parte d' Italia i poeti concorrenti. Della Giuria del Premio, come ogni anno dal 1998, fanno parte il Sindaco di S. Elia Fortunato Di Cicco, Presidente Onorario; Amerigo Iannacone, Presidente; quindi i poeti Carmine Brancaccio, Ida Di Ianni, Giovanna Di Piro e Giovanni Petta. Ricco e di qualità, l'albo d' oro del concorso poetico santeliano: alla sua 1° edizione, nel 1998, il primo premio andò a Francesco Fiumara, di Reggio Calabria, il secondo a Manfredo Di Biasio, di Fondi (LT); il terzo a Rosa Spera , di Barletta (BA); nel 1999 si classificò primo Giuseppe Napolitano, di Gaeta (LT); secondo Paolo Sangiovanni, di Roma e terza Ida Paldi Giovannini, sempre di Roma. La terza edizione, svoltasi nel 2000, fu invece vinta da Paolo Ruffilli, di Treviso; seconda classificata si piazzò Daniela Raimondi, di Londra e terzo Franco Fiorini, di Villa S. Angelo (FR). L' anno scorso, 2001, il primo premio fu vinto da Giuseppe Vetromile, di Madonna dell' Arco (NA); secondo si classificò Antonio Vanni , di S. Elia Fiumerapido e terzo Franco Tralli, di Bologna.
26/09/2002 - ABUSI EDILIZI A S. ELIA : TRE AMMINISTRATORI E 37 CITTADINI A GIUDIZIO
Il Sindaco di S. Elia, Fortunato Di Cicco, il Vice Sindaco Massimo Serra e l’attuale consigliere provinciale Bruno Vacca, ex assessore comunale all’ Urbanistica di S. Elia, sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Cassino, mercoledì 25 settembre scorso, al termine di una lunga serie di udienze preliminari che aveva visto coinvolte oltre 250 cittadini santeliani e tecnici vari, tutti proceduralmente indagati per presunti abusi edilizi. Oltre al Sindaco Di Cicco, al suo Vice Serra ad a Vacca, il 4 marzo del 2003 dovranno presentarsi in processo giudiziario anche altri 37 cittadini santeliani, in base a quanto stabilito dal Giudice delle Udienze Preliminari, Dott.ssa Alessandrina Tudino, tutti in veste di imputati per reato di abuso edilizio. Sono invece 213 le persone prosciolte da ogni accusa, compresi i tecnici coinvolti in prima istanza.
08/09/2002 - S. ELIA : IN RICORRENZA DI COLLELUNGO, RICORDIAMOCI ANCHE DEI MORTI SANTELIANI ALLA LOGGETTA DI PORTELLA.
Ricorre, fra breve, il triste, anniversario dell' eccidio degli oltre 40 civili, donne, uomini, bambini, fucilati per rappresaglia dai tedeschi, nel corso dell' ultimo conflitto mondiale, a Collelungo di Cardito di Vallerotonda. In questa tragica ricorrenza, ci preme ricordare, alle autorità santeliane e provinciali, un altro triste episodio di guerra, che va purtroppo lentamente scivolando nel dimenticatoio. Ai primi di gennaio del 1944, in piena "linea Gustav", quando ancora i soldati tedeschi del XIV Corpo d' Armata della Weermacht tenevano ferme le proprie posizioni su Monte Cifalco e cannoneggiavano S. Elia e la valle del Rapido, alcuni militari del Corpo di spedizione francese Alleato, scortarono di nascosto, dal piano della valle fin su alla contrada di Campodimanno di Vallerotonda, dove molti santeliani si erano rifugiati, il Generale Ricciotti Garibaldi, del Ricostituito Esercito Italiano, in avanscoperta e con ricetrasmittente per controllare la zona e tenere informato il Comando Alleato. Gli sfollati santeliani seppero, quindi, dell' avvicinamento degli Alleati e tennero nascosto il Generale italiano fra di loro, in un capanno. Si avvicinavano i sanguinosi scontri ad Olivella, a Colle Belevedere e a Colle Abate, sulle pendìci di Monte Cairo, fra i tedeschi e le truppe francesi nordafricane del Maresciallo Juin e, di lì a breve, i terribili bombardamenti aerei su S. Elia, distrutta per il 91% e, quindi, quelli drammatici su Cassino e Montecassino, rasi completamente al suolo e con centinaia di morti civili. Il 18 febbraio del 1944, arrivò l' ordine di far sgomberare il territorio dagli sfollati santeliani. Circa 200 di essi furono, nella notte, fatti salire su una decina di camion francesi per essere trasferiti, attraverso l' irta e sconnessa strada per Vallerotonda, prima ad Acquafondata e quindi, passando per Venafro, sede del Comando Alleato, nei pressi di Napoli ed infine a Castrovillari, in Calabria. La colonna dei camion con i 200 santeliani a bordo, fra cui le famiglie di Vittorio Lovato detto Mattìa, aviere scelto agli ordini del Capitano Alberighi di Pontecorvo presso l' aereoporto militare di Aquino fino all' 11 settembre del 1943 e dell' allora giovanissimo Manfredi Arpino, che mi hanno raccontanto di quei terribili giorni, scortata da una camionetta militare, partì da S. Elia, alla volta di Vallerotonda, verso l' una di notte. Nel frattempo i soldati tedeschi, scesi dai monti circostanti il Cifalco, avevano minato e fatta saltare e, quindi bloccata la strada sul fianco sud-orientale del Colle Obaco, all' altezza dell' attuale sito detto "loggetta di Portella", fiancheggiante e prospiciente il profondo vallone del Rio dell' Inferno. Viaggiando a fari spenti, per non essere notati, i camion francesi, carichi di sfollati santeliani, proseguivano, intanto, lentamente il loro viaggio. Nel buio pesto di quella notte invernale, l' autista della prima vettura non si avvide del baratro apertosi alla "loggetta" a seguito del minamento ad opera dei tedeschi e, tragicamente, precipitò, con tutto il camion ed i venti santeliani, uomini, donne e bambini, che portava a bordo, rotolando violentemente fra gli speroni rocciosi della ripida scarpata, fino nel fondo del Vallone dell' Inferno. Morirono tutti, fra urla strazianti, orrendamente. Fortuna volle che, avvistisi del fatto, i camion che seguivano, fra cui proprio il secondo, su cui viaggiavano gli stessi Lovato ed Arpino, ebbero il tempo di fermarsi ed evitare la sciagura. Aggirarono, quindi, l' ostacolo, non senza difficoltà, e poterono così proseguire, con i superstiti, per le destinazioni prefissate. Ad oggi, ancora nulla ricorda quel tragico episodio di quella dannata notte del 18 febbraio 1944. Amor fraterno vorrebbe, invece, che lì, in quel luogo, alla "loggetta di Portella" fosse innalzata una stele a ricordo ed in memoria di quei 20 santeliani morti così tragicamente per sfuggire alla guerra. Qualcuno potrebbe cinicamente asserire che non furono vittime di un diretto atto di guerra, perpetrato a sangue freddo, come quello di Collelungo. Certo: morirono in un incidente, artatamente pianificato dai tedeschi, e furono innocenti vittime di guerra in quanto fuggivano dalla tragedia stessa della guerra. Una stele alla "loggetta", in loro ricordo sarebbe di perenne monito ed esemplare memoria, anche in onore di tutti gli oltre 320 morti civili di guerra santeliani oltre che dei 57 soldati, sempre santeliani, morti sui vari fronti di guerra, nonchè delle vittime delle violenze marocchine. Sarà nostro impegno, assieme allo staff del sito internet www.cuoresanteliano.it, che ci ha fornito anche la foto di S. Elia semidistrutta dai bombardamenti, recuperare l' elenco dei nomi di quei poveri 20 morti di quella tragica notte, al fine di iscriverli sulla stele che proponiamo. E poi, che c' è differenza fra i morti di Collelungo e quelli della loggetta di Portella, soprattutto se tutte vittime di guerra ? Ricordate la poesia " 'A livella" di Antonio De Curtis, alias il grande Totò ? Benedetto Di Mambro.
07/09/2002 - SALVIAMO IL FIUME RAPIDO E LE SUE SORGENTI !
Si va costituendo, da qualche tempo, a Sant' Elia Fiumerapido, un' Associazione per il recupero, il risanamento e la difesa del fiume Rapido, soprattutto nel tratto cittadino che va dalla vecchia Cartiera del Rapido al Ponte degli Sterponi. L' Associazione, che cerca ulteriori adesioni, non si fermerà qui, ma si prodigherà anche per il recupero degli incantevoli luoghi, come Vaccareccia, il Radiccio, il Bagnaturo di Campo di Valleluce, una volta ricchi di bellissime ed incontaminate sorgenti idriche che andavano ad arricchire proprio il fiume Rapido. Fino a qualche decennio addietro, il territorio santeliano era rinomato per le sue sorgenti purissime, per i suoi rii e torrenti, oltre che per l' abbondanza di acqua e per la bellezza del fiume Rapido, tanto che per diversi anni vi si svolgevano gare nazionali di discesa per canoe e kajak. Non solo: il fiume Rapido era il motore delle industrie cartarie e laniere del paese. Oggi, oltre ad essersi impoverito di acqua per via di innumerevoli captazioni idriche ad opera degli Acquedotti Riuniti, così come per le sorgenti di Vaccareccia, o come per l' inquinamento delle falde idriche a monte della contrada Croce a causa di una disdicevole cava di breccia lì operante, il fiume è ormai divenuto un' intrigata selva di alberi, spini, imondizia di ogni genere che, proprio nel tratto sottostante il paese, non solo lo nascondono e lo rendono invisibile alla vista di qualsiasi occhio umano, per quanto è divenuto una discarica di fogne, così come anche alle sorgenti del Radiccio, ed un rivolo scrosciante ma. oltre che invisibile, anche inutilizzabile. Il fatto strano è che, nonostante i numerosi intervenri maldestri dell' uomo avvenuti nel frattempo, come le captazioni da parte del Consorzio Acquedotti, le cementificazioni ad opera del Consorzio di Bonifica ed altro ancor più abominevole, il Comune di S. Elia nulla fa per riconsegnare decoro, pulizia e visibilità al suo fiume, per paura, si dice, di denunce o interventi di ambientalisti o pescatori. Potrebbe darsi, ma gli stessi cosa hanno fatto per Radiccio, Vaccareccia e le captazioni e cementificazioni od altro? Bene: la costituenda Associazione si muoverà nella direzione di ripulire da piante, roveti e quant' altro il tratto di fiume Rapido dalla Cartiera al ponte degli Sterponi, internenga pure chi voglia intervenire. Per le adesioni ci si può rivolgere ai sigg. Giancarlo Gargano e Benedetto Di Mambro o rivolgendosi al sito internet www.cuoresanteliano.it, scrivendo alla sua posta E- Mail info@cuoresanteliano.it.
04/09/2002 - Lettera aperta ai responsabili per la ricostruzione della chiesa di San Cataldo in S. Elia
Tengo ancora gelosamente conservato un articolo, a firma di A. Gaglione, pubblicato sulle pagine del Cassinate di "Ciociaria Oggi" del 20 gennaio 2002, dal titolo "Beni Monumentali in abbandono" a S. Elia. Nell' articolo si citava la sacrosanta denuncia del mio concittadino Benedetto Di Mambro circa quanto sopra scritto. Fra le altre cose si faceva riferimento a finanziamenti per circa un miliardo e trecentomila di vecchie lire per la ricostruzione della chiesa bizantina santeliana di San Cataldo, andata semidistrutta nel corso dell' ultima guerra, su iniziativa del Parroco di Santa Maria la Nova e su progetto del geom. Serafino Cuozzo. A distanza di ben sette mesi, a fronte del fatto che ancora non se ne vede un seppur piccolo accenno di avvio lavori, vorrei sapere dal Parroco e dal geom. Cuozzo, a che punto sono i tanto sbandierati finanziamenti e per quando si pensa di partire per la ricostruzione della bella chiesa di San Cataldo. (Firmato : Vittorio Lovato, cittadino santeliano)
27/08/2002 - GIORNALI E POLENTA DALLA PRO LOCO
Il 27 agosto si è riunito il Comitato Direttivo dell' Associazione Pro Loco di Sant' Elia Fiumerapido.Positivo, al momento, è risultato l' andamento delle vendite e della diffusione dei libri pubblicati dall' Associazione: la ristampa della "Monografia su S. Elia sul Rapido" di Marco Lanni (1873) e la coedizione con il Comune di S. Elia del libro "Sant' Elia Fiumerapido ed il Cassinate" (marzo 2002) di Benedetto Di Mambro. Il Direttivo della Pro Loco ha, quindi, deciso le iniziative principali da mettere in campo fra settembre prossimo e la fine dell' anno. Intanto si ripartirà con la pubblicazione del periodico trimestrale "Il Rapido", che la Pro Loco di S. Elia spedisce in gran parte ai santeliani residenti all' estero e dagli stessi molto richiesto ed apprezzato: al più presto, dunque, l' arrivo del nuovo numero de "Il Rapido". Per la prima domenica di ottobre è, intanto, prevista la seconda edizione della Sagra della Polenta, da tenersi nella Villa Comunale e che tanto successo ebbe al suo esordio. Ci saranno, oltre alla polenta, prodotta e cucinata proprio sul posto, piatti tipici santeliani, bruschette con olio DOP santeliano, vini santeliani e, quindi, tanta musica ed attrazioni varie fra cui, sbandieratori e majorèttes. Per fine anno, infine, ci si preparerà per il consueto, ma ovviamente in meglio, Coro di Natale nella chiesa di Santa Maria la Nova, con qualificate Compagnie di coristi e musicisti.