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Cassino, 26 Settembre 2003 Aula Magna del Rettorato Università degli Studi

Discorso del presidente del Movimento Autonomista Sud Lazio Guido Vacca

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A tutti il benvenuto al primo congresso del Masl, Movimento Autonomista Sud Lazio. Un Movimento nato nel 1999, per supportare le iniziative volte all'istituzione della provincia del Lazio meridionale, di cui si parla da lungo tempo, e promuovere un vasto movimento di opinione culturale e politica, affinché l'intero Lazio meridionale recuperi la sua tradizionale unità culturale e socio-economica. L'aspirazione della Città Martire ad assurgere al ruolo di capoluogo di Provincia è molto lontana nel tempo: risale, infatti, a circa due secoli fa. Non conosco le motivazioni che hanno portato a tanti fallimenti ed a tante umiliazioni. Posso solo dire che è opinione diffusissima, a torto o a ragione, tra la gente comune, che tale obiettivo non è stato mai coronato da successo per il fatto che non ci sia mai stata volontà politica. Quello autonomista, del resto, è stato solo ed unicamente il triste, amaro, ritornello di tante campagne elettorali, con tante promesse, tante illusioni, tante chiacchiere, tanti progetti faraonici poi, sistematicamente caduti nel vuoto, finiti nel dimenticatoio, nel buio sepolcrale di quella fitta e fredda nebbia che spesso, nei periodi invernali, avvolge la nostra amata città. Le popolazioni del Cassinate, e ne hanno tutte le ragioni, sono diventate apatiche, sospettose, incredule dopo tante amare delusioni, tante e troppe prese in giro, tante umiliazioni. Nel 1999 un gruppo di cittadini, pronti alla lotta, a smascherare i tanti sabotatori di un così nobile progetto, avendo ben presente nella mente i tanti tradimenti del passato, fondano il 24 aprile di quell'anno, presso il giornale L'Inchiesta, il Masl, Movimento Autonomista Sud Lazio, scegliendo come simbolo 4 gabbiani stilizzati in un cerchio con lo slogan "dai monti al mare". All'inizio il Masl viene accolto da tanto scetticismo, soprattutto da parte di cittadini stanchi per le continue e reiterate prese in giro da parte di politicanti senza scrupolo che, solo a parole, dicevano di volersi battere per il raggiungimento della agognata meta che avrebbe risollevato le sorti delle

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nostre terre e di popolazioni vittime ogni giorno di più di logiche accentratrici. I nostri territori, ormai è diventato un triste ritornello, vengono spogliati sistematicamente di strutture di prestigio, subiscono la soppressione di uffici, registrano un numero elevato di comuni a rischio di estinzione, vedono la chiusura di scuole ed uffici postali, constatano la crisi dell'industria e del commercio, verificano giornalmente l'inadeguatezza dei servizi sociali e di un'assistenza sanitaria sempre più carente e lontana dalle esigenze delle popolazioni. Intanto il turismo non decolla ed il reddito pro capite per ogni cassinate scende, nonostante sia già da tempo sensibilmente inferiore rispetto a quello di un frusinate. Le imprese, da parte loro, migrano verso il Sud, ed una crescente disoccupazione e povertà fa da habitat naturale al territorio trasformandolo in pericoloso sottobosco dove la camorra inizia ad attingere manovalanza (e l'omicidio di lunedì scorso in una cava del Basso Lazio dovrebbe farci tutti riflettere). Ecco quindi spiegati gli appelli del segretario del sindacato di polizia, e dirigente del Masl, Ernesto Di Muccio, secondo cui l'antitodo contro la camorra è l'istituzione della nuova Provincia. In questi anni il Masl - che non essendo oggetto di alcuna strumentalizzazione, diviene il punto di riferimento per le iniziative a sostegno delle battaglie autonomistiche -, porta avanti un'azione di equidistanza e indipendenza dai partiti, per cui arrivano le adesioni dell'onorevole Testa (Ulivo) e del senatore Magliocchetti (Polo), del consigliere provinciale Bruno Vacca, di esponenti provinciali di partiti, consiglieri comunali, docenti universitari, giornalisti, avvocati, ingegneri, commercialisti, sindacalisti, cittadini in genere, tutti accomunati unicamente da una grande carica ideale e dal grande desiderio di raggiungere l'obiettivo della provincia tripolare del Lazio meridionale con Sora-Cassino e Formia/Gaeta.

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A tale scopo, con la collaborazione del professor Festa, del professor Del Vecchio, del segretario comunale Fiorillo, il Masl predispone un fac simile di delibera ed uno studio socio-economico che viene mandato a tutti i sindaci dell'istituenda provincia su un'area, perciò, che va dal versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo alle isole di Ponza e Ventotene. Intanto il vento autonomista continua ad avanzare, a crescere, a spirare con forza anche nell'area del Golfo. Si risvegliano nei cuori dei cittadini quelle comuni radici che continuano a sopravvivere alle divisioni amministrative causate dal regio decreto del 1927 con cui venne istituita la provincia di Frosinone, accorpando realtà tradizionalmente diverse. Circa 40 amministrazioni comunali, per un totale di circa 170 mila abitanti, adottano la delibera del Masl, tra loro anche i Comuni di Mignano Montelungo, Rocca d'Evandro e San Pietro Infine, ricadenti nell'Alto Casertano. Quella che inizia a delinearsi sulla carta è una delle più belle province d'Italia, una provincia che va - in base alle deliberazioni adottate dai Comuni - dal parco nazionale d'Abruzzo, dai campi da sci di Prati di Mezzo (Picinisco), che arriva a Santi Cosma e Damiano ed alle spiagge di Minturno. Nel frattempo alla Camera dei Deputati inizia la discussione delle proposte di legge per l'istituzione di nuove province ed i prefetti di Frosinone e di Latina, sollecitati dal Viminale, chiedono l'urgente trasmissione delle delibere di adesione dei Comuni. Inizia in quel momento una grande corsa contro il tempo. Tanti Comuni non avevano ancora deliberato, tra cui Cassino (la deliberazione del commissario Giacchetti risale al 19 febbraio 2001), Sora e Formia. Tutti i tentativi, tutti gli sforzi di sollecitazione e di sensibilizzazione cadono nel vuoto e così, nella primavera del 2001, si sciolgono le Camere e si va alle urne mentre tutti i partiti e tutti i candidati inseriscono nei loro programmi l'istituzione della nuova provincia. Il dopo-elezioni è traumatico per le speranze autonomiste: il senatore

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Magliocchetti, presentatore della proposta di legge per la Provincia del Lazio meridionale (atto Senato 63/93) sciaguratamente non viene ricandidato da An e l'onorevole Lucio Testa (proposta di legge numero 30/92) viene sconfitto dal candidato del Polo, onorevole Giulio La Starza. L'abate di Montecassino, monsignor Bernardo D'Onorio scende in campo a sostegno dell'iniziativa dimostrando grande sensibilità rispetto alle attuali difficoltà e sofferenze dell'Alta Terra di Lavoro e delle popolazioni della Terra di San Benedetto, messe a dura prova da una crescente povertà e da un'allarmante disoccupazione. Il sindaco Scittarelli si dimostra subito concreto nel credere fortemente nel progetto e nel volersi impegnare a raggiungere quella meta che tutta la popolazione aspetta, ormai, da troppo tempo. Segue, invece, la delusione per la scelta di un iter valido ma lunghissimo. Diverso da quello portato avanti da tutte le città italiane che aspirano a diventare capoluogo di provincia. Trascorrono inutilmente circa due anni in attesa della relazione socio-economica del Censis (che nulla ha aggiunto a quanto detto nei tanti interventi registrati in precedenza) e della bozza di delibera del professor Baldassarre: entrambi i documenti confermavano in pieno quello che il Masl andava dicendo e scrivendo nella sua proposta di delibera ormai da anni. Si legge, infatti, nello studio socio-economico che "in entrambe le province i capoluoghi appaiono situati in maniera asimmetrica rispetto al territorio provinciale, spostati verso la provincia di Roma. E' possibile vedere in questa asimmetria geografico-amministrativa l'origine di asimmetrie più propriamente socio-economiche tra la parte settentrionale delle due province e la zona del sud Lazio: asimmetria rilevata da più di uno studio e confermata dai dati statistici più recenti". Vi è stata, quindi, nel corso degli anni una particolare attenzione di Frosinone e di Latina verso il Nord ed un conseguente abbandono del Sud.

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E' un fatto, questo, che dovrebbe far capire a chi non vuol sentire che, finalmente, dopo tanti anni di soprusi, è stata imboccata la via della riscossa, una via che va percorsa con decisione, con fermezza e senza titubanze o rimpianti. In tempi passati avevo detto più volte che la battaglia autonomista aveva perso tre grandi condottieri: l'onorevole Lucio Testa, il senatore Bruno Magliocchetti e il sindaco Sandro Bartolomeo. Oggi plaudo al fatto che Sandro Bartolomeo è di nuovo il sindaco di Formia e che in tempi non sospetti aveva compreso come l'unica strada per un nuovo sviluppo del Basso Lazio era quella di svincolarsi da Latina e da Frosinone. Ed allora, se il nuovo sindaco di Formia ha perfino nei giorni scorsi sollecitato quello di Cassino a stringere i tempi, se il sindaco di Sora ha dichiarato di essere favorevole all'istituzione della nuova Provincia, come mai ancora non hanno deliberato? Credo, anche, che Scittarelli oltre a preoccuparsi di Baldassarre, del Censis, di essere sempre pronto a parlare di Provincia sui giornali, debba anche alzarsi dalla poltrona e correre sul territorio, per convincere chi ancora non lo ha fatto a dare l'adesione al progetto Provincia: con l'immobilismo non si va da nessuna parte. Sono trascorsi circa due anni dall'insediamento di Scittarelli in Comune a Cassino e ad oggi hanno deliberato unicamente i Comuni del Cassinate. Siamo ancora lontani dalle 40 deliberazioni che il Masl, lottando con grande determinazione, era riuscito a far adottare dai Comuni per un totale di circa 170mila abitanti. Quello che è certo è che tanto lavoro ancora ci aspetta: la via dell'istituzione della nuova Provincia è ancora tutta in salita. Tutto questo mentre nel resto d'Italia è scoppiata la voglia di istituire nuove province: pare che siano almeno 40 le realtà interessate, tra cui Velletri - nostra concorrente diretta - che, a causa del pragmatismo dei suoi politici, sembra averci nettamente distaccato.

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Quello che ho sempre rimproverato alla giunta Scittarelli è il fatto che, per sfruttare la maggior parte delle deliberazioni del Masl occorreva far ripresentare in Parlamento una proposta di legge identica a quelle precedenti e, a seguire, anche la via consiliare proposta dal professor Baldassarre. Una strada che prevede un meccanismo lunghissimo che, molto difficilmente, riuscirà in questa legislatura a raggiungere l'obiettivo. Infatti, dopo l'approvazione della delibera da parte del Comune di Cassino, gli altri Comuni avranno un anno di tempo per deliberare e nei 60 giorni successivi i provvedimenti adottati saranno inviati al presidente della giunta regionale, il quale a sua volta trasmetterà il tutto ai Comuni che avranno ulteriori 180 giorni per la loro adesione. Dopo ci sarà il parere della Regione Lazio e solo successivamente il tutto sarà trasmesso al Parlamento per l'inizio di un altro lunghissimo iter parlamentare. Insomma si sta mettendo in piedi un meccanismo farraginoso e lunghissimo. E' di qualche mese fa, inizio luglio, la notizia che l'onorevole Pecoraro Scanio ha di nuovo depositato una bozza di legge relativa all'istituzione della provincia del Lazio meridionale: ricordo che l'onorevole Pecoraro Scanio è stato nella passata legislatura tra i promotori dell'autonomia amministrativa del Lazio meridionale. La sua proposta di legge, ancora a livello di bozza, viene salutata dal Masl con grande entusiasmo. Ancora una volta l'onorevole Pecoraro Scanio dimostra con i fatti il suo vivo interessamento per le tristi vicissitudini del Lazio meridionale, pur confermando che l'iniziativa del Comune di Cassino resta valida e meritevole di supporto, pur nella consapevolezza che trattasi di un procedimento lunghissimo che richiederà tanti anni per il raggiungimento dell'obiettivo, il Masl, al fine di accelerare i tempi, chiederà all'onorevole Pecoraro Scanio qualche modifica alla sua bozza di legge al fine di poter

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utilizzare le deliberazioni delle amministrazioni comunali sulla istituenda provincia. Dico anche che le opposizioni hanno sferrato un duro attacco al sindaco Scittarelli per il fatto che le cose stanno andando avanti con una lentezza incredibile e che non si è ancora riusciti a far adottare deliberazioni né ai Comuni del Sorano né a quelli dell'area del Golfo. Il Masl ha dimostrato con i fatti - le parole le lasciamo volentieri agli altri, navigati commedianti - di credere, di volersi battere senza scopi sotterranei o fini secondari per raggiungere quella autonomia amministrativa che ridarebbe rosee prospettive sociali ed economiche ad un territorio selvaggiamente saccheggiato delle sue strutture di prestigio. Noi, con le nostre battaglie, abbiamo il grande merito di aver ridestato gli animi delle popolazioni del Lazio meridionale che continuano a non comprendere, a distanza di tanti anni ,quella illogica e perversa divisione territoriale amministrativa venutasi a creare con l'istituzione delle province di Latina e Frosinone. A tutti voglio ricordare - e di questo ne sono particolarmente lieto - il lavoro certosino, oscuro, costante e continuo che il Masl ha portato avanti negli ultimi anni con abnegazione, con convinzione e con decisione. Oggi incomincio a chiedermi se l'amministrazione comunale eletta all'ultima tornata con un programma che prevedeva quale obiettivo prioritario l'istituzione della provincia del Lazio meridionale intenda svegliarsi ed essere più concreta. Non si può scherzare su un argomento di così vitale importanza che, in un momento così difficile, apporterebbe benefici consistenti anche in termini di occupazione e di crescita del tessuto imprenditoriale. Il Masl, nel corso dell'ultima competizione elettorale, ha preferito - come noto a tutti - rimanere super partes e non scendere in campo pur avendo potuto schierare liste per mantenere al di sopra di ogni schieramento quel grande, nobile obiettivo di voler coagulare le identità di popolazioni che,

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pur divise da anni, continuano a mantenere e rinsaldare le comuni radici. Nel caso in cui i timori dovessero corrispondere a realtà saremo pronti alla battaglia. Saremo pronti a scendere su un terreno propriamente politico. Non si tratta, però, di schierarsi per il Polo o per l'Ulivo: la convinzione di tutti gli aderenti è che il movimento debba comprendere persone di tutte le ideologie e di tutte le convinzioni politiche ma accomunate dall'obiettivo autonomista.

Guido Vacca

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