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| Lorenzo Domenico De Caro, terzo di cinque figli, era nato a Napoli il 29 maggio 1719 e vi morì il 2 dicembre 1777. A Napoli il De Caro è stato rivalutato e ricordato con ben due mostre : Civiltà del 700 nel 1979 e Pittura Sacra nel 1980 (1), i cui cataloghi, però, mancano proprio del dipinto di Olivella. Il periodo della sua attività di pittore è stato collocato fra il 1740 ed il 1761. Secondo gli studiosi, la sua produzione pittorica era improntata allo stile vivace, estroso e decorativo, pieno di colore e di contrasti, tipico della scuola barocca napoletana, del pittore nocerino Francesco Solimena (1657-1747), detto l abate Ciccio e coèvo del grande Luca Giordano (1632-1705), al quale lo stesso Solimena subentrò, a Napoli, nella fama sbrigliandone il vivace estro decorativo in multiformi composizioni policrome (2). A Francesco Solimena è, fra gli altri, attribuito il grande quadro della "Deposizione" che si trova nella Cappella della Pietà, nella Basilica Cattedrale dell' Abbazia di Montecassino (3). Fu forse al suo seguito, attorno al 1745, che Lorenzo De Caro giunse nel cassinate e vi dipinse il quadro che oggi possiamo ancora ammirare nella chiesa barocca di Olivella di S. Elia Fiumerapido. Di Lorenzo De Caro, intanto, possiamo dire che il suo dipinto Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, conservato, per l' appunto, nella chiesa di Santa Maria di Olivella in Comune di Sant Elia Fiumerapido ed inaugurata il 29 aprile 1711 dal Vicario Generale di Montecassino don Desiderio Mazzei (4), è delle dimensioni di cm. 127 x 192 e che da sempre ha attirato lo sguardo attento dei sinora pochi visitatori per la sua perfezione nei colorati drappeggi e nella delicatezza dei volti dei personaggi. | ![]() "VISITAZIONE" |
| Sue altre bellissime tele, incorniciate in pregiati stucchi, si trovano a Bellavista di Portici (NA), presso L Istituto Landriani (5) : Crocifissione, Deposizione della Croce (1751) e Ritrovamento della Croce (1756). Sempre a Napoli si trovano altre preziose tele di Lorenzo De Caro : diverse nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (6) ed una, bellissima, sull altare maggiore della chiesa di Santa Caterina da Siena e raffigurante lo Sposalizio mistico di Santa Caterina (7). Ma la produzione di Lorenzo De Caro, così come il suo influsso pittorico, non si fermarono a Napoli, giungendo, così come per noi, ad Olivella di S. Elia nel Cassinate, anche ad Isernia dove, nel Castello, è esposto un suo pregevole quadro recentemente restaurato dalla Dr.ssa Tania Damizia ed a Trapani, dove nel Museo Pepoli , sono conservate, nella Sala XI, diverse Nature morte del De Caro (8). Ma quel che più strabilia è che molte tele dell Artista napoletano si trovano a Omsk (9), città della Russia Asiatica, dove furono tradotte da San Pietroburgo, dove erano parte dei Tesori degli Zar, al tempo della Rivoluzione dell ottobre 1917. Parlavamo dell influenza della sua arte: a Lanciano, in provincia di Chieti, nella duecentesca chiesa di San Nicola di Bari vi è una tela settecentesca raffigurante San Francesco di Paola in gloria , riecheggiante perfettamente i motivi pittorici del De Caro ed attribuita ad Anonimo suo contemporaneo (10). (Benedetto Di Mambro) | |
1) Gustavo De Caro : Note su Lorenzo De Caro, pittore napoletano del 700 (in Napoli
Nobilissima V serie, vol. III)
2) Dizionario Enciclopedico Labor (Milano, 1952)
3) Abbazia di Montecassino-Basilica Cattedrale in www.cassino2000.com
4) Marco Lanni : Sant Elia sul Rapido Monografia (Napoli 1873)
5) Lucrezio De Caro in : www.scuolepie.it
6) Lucrezio De Caro in : www. alenapoli.org
7) Lucrezio De Caro in : www.turchini .it
8) Lucrezio De Caro in : www.provincia.trapani.it
9) Lucrezio De Caro in : www.spirali.com e in I tesori degli Zar. I capolavori della Russia. L oro degli Sciti (AA.VV. e soprattutto Anna Cernjavskaja, Irina Devetiarova, Galina Sevastianova) - Ed. Spirali, Milano 2002
10) Lucrezio De Caro in : www.tuttolanciano.it