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Istituzione "Casa dell’Emigrante"

Centro Regionale

Via IV Novembre, snc

03049 S.Elia Fiumerapido (FR)                            Tel 0776/351063      Fax 0776/351184                     e-mail: info@casaemigranteregionelazio.it                               Sito web: www.casaemigranteregionelazio.it

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INFORMAZIONI UTILI PER I LAZIALI CHE RISIEDONO ALL'ESTERO

L'Istituzione offre agli emigrati laziali l'Assistenza e l'Informazione agli emigrati residenti all'estero o rientrati nel Lazio da meno di 3 anni. Inoltre l'emigrato puo' trovare presso la Casa dell'Emigrante delle informazioni di qualsiasi tipo e genere: Civilistico, Pensionistico, Fiscale, Amministrativo, Legale, Lavoro, Appoggio Logistico, ecc...

 

 

Siti web sull'emigrazione:

www.emilianoromagnolinelmondo.it

www.filef.info

www.ellisisland.org

www.inail.it/cittadiniestero/index.asp

http://www.esteri.it/polestera/italstra/index.htm

http://www.alef-fvg.it

http://www.anolf.it/

Comunicato del 04/06/2003

1a Conferenza Mondiale e Preconferenze Continentali giovani discendenti Laziali 2003/2004

L’Istituzione Casa dell’Emigrante, via IV novembre, 03049 S.ELIA FIUMERAPIDO FR. ,tel : 00 39 0776 35 10 63 ; fax : 00 39 0776 35 11 84 ; e-mail : casaemigrante@inwind.it ; ha l’onore ed il piacere di portare alla conoscenza di tutte le Associazioni Laziali interessate, come pure di tutti i residenti laziali all’estero, che la Regione Lazio, Assessorato per la Famiglia e Servizi Sociali, con Sua lettera del 3 giugno 2003, Prot Sp/188, e con firma dell’Assessore Anna Teresa Formisano, le ha affidato l’incarico, di curare l’aspetto tecnico-organizzativo della 1a Conferenza Mondiale dei giovani laziali nel Mondo.

La Regione Lazio, intende in effetti realizzare nel 2004 la Conferenza precitata, nell’ambito degli interventi regionali in materia di emigrazione, di cui alla L.R. 68/91.

La Casa dell’Emigrante dovrà anche farsi carico dell’organizzazione delle Conferenze Continentali, che precederanno la Conferenza Mondiale e che si terranno :

- EUROPA : Parigi, Settembre 2003

- AUSTRALIA : Melbourne, Ottobre 2003

- SUD AMERICA : Rosario, Novembre/Dicembre 2003

- NORD AMERICA :Toronto, Giugno 2004.

Le conferenze Continentali sono rivolte ai giovani discendenti di emigrati laziali, di età compresa tra i 18 e i 32 anni, i quali dovranno scegliere tra di loro, 67 rappresentanti che parteciperanno, alla 1a Conferenza Regionale dei giovani, che si terrà nel Lazio nel 2004.

Tenuto conto dell’importanza di questi incontri, torneremo sovente in argomento.

Il Presidente dell’Istituzione Comm. Giovanni Di Mambro

S.Elia Fiumerapido li 04/06/2003

 

Convegno del 12/12/2002

"EMIGRAZIONE LAZIALE NEL MONDO"

 

INTERVENTO DEL PRESIDENTE GIOVANNI DI MAMBRO IN APERTURA DEL CONVEGNO DEL 12 DICEMBRE 2002

Cari Amici qui presenti o in arrivo.

 Vi ringrazio vivamente vivamente di aver accettato il nostro invito e di essere qui presenti cosi’ numerosi.

Prima di entrare nel vivo del soggetto dei nostri lavori desidero comunicarVi alcuni messaggi ricevuti da personalità che purtroppo oggi non hanno potuto essere con noi.

Il Presidente della Giunta Regionale, On. STORACE, mi ha pregato di scusarlo presso di Voi poiché preso da impegni Istituzionali non ha potuto liberarsi : Egli augura a noi tutti un buon lavoro e Buone feste.

Il Senatore Tofani è venuto personalmente qui Sabato sera per la Mostra di Arte Sacra e per scusarsi di viva voce, poiché è trattenuto in Senato per l’approvazione della Legge Finanziaria .

L’On. Lucio Testa ugualmente impedito si scusa ed augura buon lavoro.

Carlo Sofia, Segretario della Associazione Ciociari in Francia, mi ha inviato un messaggio che vi leggero’ nel corso della mattinata.

Raffaele Fiore, Presidente delle ACLI FRANCIA, dell’Associazione Regionale del Lazio in Francia e Membro della Consulta per l’Emigrazione della Regione Lazio, mi ha inviato ugualmente il breve messaggio seguente che vi leggo : ( Messaggio)

Rivolgo un particolare ringraziamento all’Assessore Regionale, alle Politiche per la Famiglia e Servizi Sociali, On. Anna Teresa Formisano, la quale ha accettato di presiedere questo importante Convegno, benché presa da molti altri impegni, che tra l’altro, la porteranno domani in Scozia, dove andrà ad incontrare, alla testa di una delegazione Regionale, i nostri emigrati laziali, ivi residenti.

Grazie ai Consiglieri Regionali : Giacomo Troja ; Alessandro Foglietta e Francesco de Angelis che ancora una volta ci hanno onorato della loro presenza e che ascolteremo fra poco con piacere.

Vedo tra i presenti 2 collaboratori del Servizio Emigrazione, della Regione, Roberto Carignano , ed Alessandro Sartori, ai quali rivolgo pubblicamente un ringraziamento particolare, poiché sono proprio loro, insieme a Pina Cardarelli ed Andrea Pennacchini,che ci ci aiutano, direi quotidianamente, a risolvere tanti problemi in favore dei nostri laziali residenti all’estero.

Ringrazio ugualmente il Consigliere Provinciale,Bruno Vacca, che oltre ad avere in carico il Servizio Emigrazione ed Immigrazione dell’Amministrazione Provinciale,accompagnato da Michele Fragnoli ricopre, come d’altronde Roberto Carignano, la carica di membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione.

Arrivo ora ai Sindaci ex Sindaci e professori, presenti o rappresentati, che ringrazio per la loro presenza e contribuzione :

I Signori : Fortunato di Cicco, Sindaco di S.Elia, Comune ospitante, il quale ricopre anche la carica di Consigliere della nostra Istituzione, in compagnia del Vice Sindaco Massimo Serra ;

Vincenzo Quadrini, Sindaco di Isola del Liri ed anche Lui membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione con il suo Assessore Francesco Viola ;

Domenico Marzi, Sindaco di Frosinone ;

Buno Scittarelli, Sindaco di Cassino , con il Segretario Generale del Comune : Michele Fragnoli ;

Danilo Campanari, Sindaco di Veroli ;

Ciarella, Sindaco di Casalvieri ;

Mario Riccardi, Sindaco di Piedimonte San Germano ;

Giovanni De Rosa, Sindaco di Sant’Abrogio ;

Pietro Reale, Vice Sindaco di Sant’Andrea ;

Mario Alberigo, già Sindaco di Cassino e Consigliere Sociale presso le Ambasciate d’Italia a Berna e Berlino e del Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti ;

Assessori,Consiglieri e delegazioni Comunali di :

Ariccia,Atina,S.Elia Fiumerapido,Settefrati,Sora,Sperlonga, che sarebbe troppo lungo enumerare uno per uno :

Gli ex Sindaci di S.Elia : Iucci, Cocorocchio, Di Palma ;

I professori : De Rosa, Capuano, Petrucci , Santulli e Ianni.

La Dott.ssa Liza Salvatore Presidente dell’Associazione Bella Terra di Santa Monica.

Grazie ugualmente ai membri del Comitato Scientifico presenti : la Prof.ssa Paola Visocchi e la Dott.ssa Adele Miranda, per il lavoro che hanno incominciato a svolgere e che sarà ripreso non appena la Regione Lazio, potrà stanziare i fondi richiesti per portare avanti e terminare quanto intrapreso. Ho dimenticato certamente di citare altre persone che ci onorano con la loro presenza, e me ne scuso vivamente.

Sono infine lieto di salutare e di ringraziare per la loro presenza, i 20 giovani Argentini, i quali, in questi giorni, sono ospiti della Casa Dell’Emigrante, poiché stanno seguendo un corso di formazione professionale, a carattere Alberghiero, presso l’ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO SERVIZI ALBERGHIERO E DELLA RISTORAZIONE DI CASSINO, finanziato dalla Regione Lazio, su nostra proposta e su presentazione dell’Assessore Formisano..

La presenza di questi giovani ci è graditissima, ancor piu’ se prendiamo in considerazione il tema del nostro Convegno, il quale tratta essenzialmente del rientro nel Lazio di nostri emigrati e soprattutto di quelli provenienti dall’America Latina e dall’Argentina in particolare.

Fra poco daremo loro la parola ed essi ci esporranno quali sono i problemi che assillano maggiormente la Comunità Laziale dell’Argentina.

Per quanto mi concerne vi diro’ solamente quanto mi è stato riferito, via Internet, dall’amico José Louis Di Mauro, membro della Consulta Regionale dell’Emigrazione del Lazio in Argentina .

Di Mauro mi ha pregato di precisarvi, che gli emigrati laziali in argentina, come gli altri emigrati italiani,incontrano problemi enormi per affrontare la vita di ogni giorno. Solo a titolo di esempio vi preciso che avendo invitato i presidenti delle Associazioni Laziali dell’Argentina, come di tutti gli altri paesi, a partecipare al nostro Convegno, nel caso in cui si fossero trovati in Italia per le prossime feste, Di Mauro mi ha precisato che per pagare un biglietto aereo, Argentina/Roma , andata e ritorno, occorre lo stipendio di un anno di un loro operaio. Dunque per loro rivedere l’Italia sta diventando un sogno irrealizzabile.

Essi si sono ritrovati nella stessa situazione dei loro nonni o padri quando dovettero lasciare l’Italia per andare a cercare lavoro in Argentina, e vivono ormai in una situazione di povertà a loro sconosciuta fino a qualche anno fà. Le famiglie si stanno di nuovo disgregando e chi riesce a farlo, cerca di lasciare l’Argentina per raggiungere paesi piu’ ospitali quali l’Italia e la Spagna, paese questo dove la lingua facilita sovente la loro inserzione.

Di Mauro aspetta disperatamente una risposta da parte della Presidenza della Regione e di diversi Assessorati, ad una sua proposta integrale di Assistenza, pur riconoscendo gli sforzi che continua a fare l’Assessore Formisano, la quale in agosto scorso ha fatto venire a Cassino, 40 giovani sud Americani, soprattutto Argentini, per seguire, in collaborazione con l’ADISU, un corso di italiano, ed ha soprattutto finanziato il corso di formazione professionale,a carattere alberghiero, nostro tramite, in favore dei 20 giovani qui presenti.

Egli spera in proposito che questi corsi possano essere rinnovati per l’anno prossimo per altri mestieri. Gli Emigrati Laziali argentini, mi dice tuttavia Di Mauro, aspettano soprattutto dall’Italia e dalla Regione Lazio, dei finanziamenti a fondo perso o almeno a tasso 0 e senza rischi di cambio, destinati ad aiutare la piccola e media impresa a creare posti di lavoro, e cio’ indipendentemente dall’assistenza medica della quale essi hanno estremo bisogno, poiché non hanno piu’ i mezzi materiali per acquistare i medicinali necessari per curarsi. Per gli argentini ormai non esistono piu’ possibilità di reperire finanziamenti locali e dunque tutte le piccole società create dagli italiani o oriundi italiani, sono ormai scomparse.

Il signor Di Mauro chiede ugualmente che vengano create in Argentina, borse di studio in favore di giovani laureati oriundi laziali, affinché essi possano specializzarsi in Argentina e non cercare di andarsene in Europa, allontanandosi cosi’ definitivamente dalle loro famiglie.

Per quanto mi concerne, non voglio dilungarmi troppo per lasciare la parola ad altre persone, ma vorrei malgrado tutto proporre all’Assessore Formisano ed ai Consiglieri Regionali presenti, di presentare al Consiglio Regionale, come lo ha fatto poche settimane fa la Regione Veneto, un disegno di Legge che preveda facilitazioni per gli oriundi laziali, dico bene oriundi, intenzionati a rientrare nel Lazio, disegno di Legge che il Consiglio Regionale, dovrebbe approvare in tempi molto rapidi, poiché come dice Di Mauro la «  Crisi c’é oggi e non domani ».In effetti i pochi aiuti previsti dalla Regione per chi rientra, sono destinati esclusivamente ai cittadini che sono ancora in possesso della cittadinanza italiana e niente è previsto in favore dei giovani, i quali molto sovente, per nascita, sono di nazionalità argentina e l’Italia li perderà definitivamente se non facciamo un gesto nei loro confronti.

La legge di cui parlo, dovrebbe, come quella in corso di approvazione nel Veneto, contemplare iniziative strutturali ed aprire la pianificazione della politica di rientro alla partecipazione di vari soggetti non Istituzionali, tra i quali le Associazioni di emigranti laziali nel Mondo.

La Commissione Attività Produttive del Veneto , che è all’origine del Progetto di Legge, ha previsto per la copertura finanziaria della Legge, uno stanziamento di circa dieci miliardi di vecchie lire. Noi vogliamo sperare che l’Assessore Formisano e la Regione Lazio, che sono stati tra i primi ad occuparsi seriamente del problema Emigrazione, ( Vedi la creazione della nostra Istituzione ), vogliano imitare i nostri amici Veneti.

Non mi dilungo dunque su questo argomento, poiché sono convinto che altri partecipanti lo riprenderanno per svilupparlo, ma permettetemi, prima di dare la parola all’Assessore Formisano, di rivolgere un particolare ringraziamento a 3 nostre collaboratrici, per tutto cio’ che hanno fatto e stanno facendo per la riuscita di questo Convegno e del Corso di Formazione Professionale. Voglio parlare del nostro Direttore, Dott.ssa Angela Decina e delle Signorine Brunella ed Adriana. Grazie per l’ascolto e Buon Lavoro.

Comm. Giovanni Di Mambro

Presidente Istituzione Casa dell’Emigrante

 

Intervento dell'Assessore Regionale alle Politiche per la Famiglia e i Servizi Sociali 

On. Anna Teresa Formisano

Sono particolarmente lieta di aprire i lavori di questo convegno, poiché è la prima volta che nella nostra regione viene realizzato un incontro di studio riguardante il fenomeno del rientro degli emigrati laziali nel territorio regionale.

Tuttavia prima di addentrarmi più nel tema specifico del Convegno, desiderei riflettere un attimo sul percorso della Regione realizzatosi in questi anni nei confronti delle nostre collettività regionali all’estero.

Nel corso degli ultimi anni, soprattutto a seguito delle modifiche al titolo V della Costituzione, è radicalmente mutato il ruolo internazionale delle Regioni, e di conseguenza si è modificato anche il rapporto con le comunità regionali all’estero.

Nel passato, infatti le Istituzioni hanno affrontato la questione "emigrazione" soltanto da un punto di vista sociale e di offerta di servizi, nella convinzione, forse allora fondata, che agli emigrati fosse necessario rapportarsi in termini assistenziali.

Oggi sappiamo che non è più così, e non è certamente più così per la Regione Lazio.

Molti dei nostri rappresentanti all’estero esprimono già una realtà forte e radicata nel tessuto economico, scientifico, sociale e culturale dei paesi di accoglienza.

Questo costituisce per le Regioni una ricchezza ed una risorsa ed è in questo senso che va vista oggi la questione "emigrazione", ed in questo senso vanno realizzati gli interventi regionali da effettuare nel settore dell’emigrazione.

La politica per l’emigrazione che ho già cercato di realizzare in questi due anni e che intendo riproporre con forza alla Giunta Regionale per il 2003, è infatti quella di inserire gli interventi per l’emigrazione in un contesto intersettoriale più ampio, che veda coinvolti altri Assessorati quali la Cultura, il Turismo, l’Agricoltura, le Attività Produttive, in modo da realizzare interventi coordinati che diano all’estero una immagine della Regione più ampia ed articolata possibile.

Inoltre nella definizione di una politica innovativa per la Regione in materia di emigrazione, credo si debba intervenire con forza sui seguenti punti;

 

1)estendere la possibilità di partecipazione dei giovani alla vita sociale e culturale della regione di origine attraverso:

a)corsi di recupero linguistico in collaborazione con le ADISU del Lazio, già quest’anno sono stati realizzati dei corsi, con grande successo, proprio qui a Cassino.

Per il 2003 l’intento è di ampliare il progetto, mantenendo la formazione linguistica per i giovani dell’America Latina che hanno partecipato nel 2002 al corso di base, aumentando il numero dei giovani con il coinvolgimento di altri paesi quali il Canada, l’Australia e gli Stati Uniti.

 

b)realizzazione , nell’arco della legislatura, della conferenza regionale dei giovani laziali nel Mondo.

So che i giovani Argentini si sono già incontrati, per la prima volta, quest’anno e intendono realizzare un altro incontro nel giugno 2003. Studieremo, al riguardo, i modi e le forme per poter far diventare, se possibile, questo appuntamento una vera e propria conferenza continentale.

c)continuare i corsi di formazione come quello che si sta svolgendo in questo periodo, con successo, per 20 giovani argentini presso l’Istituto Alberghiero di Cassino, organizzato da questa Istituzione, privilegiando la partecipazione dei ragazzi provenienti dal sud America, in particolar modo Argentina, Venezuela e Uruguay.

d)istituzione di borse di studio per giovani che svolgono tesi di laurea approfondendo i temi legati all’emigrazione.

 

2)Valorizzare la ricchezza rappresentata dalla presenza delle comunità laziali nei paesi esteri che riconoscono quale elemento essenziale del proprio patrimonio culturale, il legame con la terra da cui provengo. In tal senso occorre puntare su interventi e manifestazioni culturali all’estero che siano da una parte finalizzate al mantenimento del legame con la nostra regione e Comuni di provenienza, ma nello stesso tempo costituiscano una possibilità di far conoscere all’estero i prodotti e le imprese del Lazio.

Per quanto riguarda il tema specifico del Convegno, la relazione del Presidente Di Mambro Giovanni ha già illustrato tale problematica. Basandoci sulle richieste di finanziamento pervenute alla Regione dai Comuni, possiamo dire che il fenomeno dei rientri nella Regione è stato particolarmente intenso sul finire degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90, assottigliandosi poi negli ultimi anni.

A dimostrazione di ciò, sta il fatto che mentre tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ’90 occorreva un finanziamento pari a circa £ 1.500.000.000 per gli interventi in favore degli emigrati che rientravano, oggi ne occorrono molti di meno.

Come sapete, la Regione interviene per coloro che rientrano dall’estero e fissano la propria residenza nel Lazio con una serie di contributi finanziari, che vanno dal rimborso per le spese di viaggio, fini all’avvio di un’attività produttiva e all’acquisto e ristrutturazione della casa.

Con la proposta di piano triennale, approvata dalla Giunta Regionale e attualmente all’esame del Consiglio Regionale, sono stati aumentati i contributi concessi per i diversi interventi.

Considerate inoltre la specificità attuale dell’Argentina, e lo stato dei Consolati Italiani in tale paese, è stata inserita una disposizione che prevede per coloro che rientrano dall’Argentina anziché il certificato Consolare attestante la propria residenza nel paese estero, una autocertificazione che permette agli aventi diritto il contributo stabilito dalla legge.

Non credo sia necessario addentrarsi oltre sulla questione dei rientri.

Due cose mi preme sottolineare:

1)il così temuto rientro di corregionali dall’Argentina, che si presagiva dalle liste di prenotazioni9 presso i Consolati Italiani, per la richiesta di cittadinanza, non c’è stato.

Da dati desunti da un recente convegno tenutosi a Roma proprio la settimana scorsa, risulta che solamente l’1% della popolazione emigrata da tutto il mondo in Argentina ha effettivamente attuato il progetto di rientro nel proprio paese di origine.

Per quanto riguarda la situazione del Lazio, nell’ultimo anno, basandoci sempre sulle comunicazioni dei comuni, risulta che su 200 rientri avvenuti nel 2002 (dati parziali pervenuti agli uffici regionali), circa un terzo degli emigrati rientrano dall’Argentina. Ovviamente questi sono i dati di cui siamo in possesso e si basano sulle persone che richiedono i contributi regionali.

Ci sfugge il fenomeno di quanti rientrano e non richiedono il finanziamento previsto dalla legge.

Credo tuttavia che questo convegno, oltre a fornire un quadro della situazione su tale fenomeno debba costituire un punto di partenza per un’ulteriore studio, serio ed approfondito su tale realtà.

 

2)Infine, l’Istituzione "Casa dell’Emigrante" è stata realizzata grazie alla tenacia delle Associazioni Regionali, del Comune di S.Elia Fiumerapido e della Regione Lazio.

Occorre adesso uno sforzo congiunto di tutti per fare si che tale Istituzione cresca e divenga un punto di riferimento per i nostri emigrati all’estero ed un patrimonio di tutto il territorio regionale. Tanti cittadini laziali nel corso degli ultimi due secoli sono emigrati: a distanza di anni questo filo tenace con la patria di origine continua ad essere vivo ed operante.

E’ giusto però che non solo chi è erede di questa grande esperienza ne conservi la memoria, ma che anche tutti i cittadini del Lazio possano conoscere quelle vicende. E’ necessario far conoscere l’emigrazione ai giovani del Lazio attraverso mostre, ricerche e attività didattiche mirate, da attuare tramite le scuole. Credo che questa sia una grande potenzialità insita in questa Istituzione.

In tal senso occorre ridare impulso all’attività del Comitato Scientifico, per la promozione di progetti specifici con le scuole, con l’attivazione di borse di studio sull’argomento in collaborazione con le Università del Lazio.

Come Regione Lazio faremo tutto quanto è possibile perché tale Istituzione abbia sviluppi futuri fino alla costituzione di un Museo Regionale dell’Emigrazione.

 

Intervento del consigliere provinciale Bruno Vacca

Convegno "Emigrazione Laziale nel Mondo".

Saluto del Presidente Francesco Scalia.

Assistiamo, impotenti, al dramma della grave crisi economico - sociale dell’America Latina ed in particolare dell’Argentina.

L’Argentina Italiana, dove circa il 50% della popolazione è nativa o di origine dell’Italia. Crisi determinata, spesso, dalla negativa gestione dei governi di questo paese e dalla politica negativa del fondo monetario internazionale. Questa situazione ha causato rientri forzati e quelli della speranza, nella Regione Lazio ed in particolare nella Provincia di Roma.

Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, i rientri dal Sud-America e dall’Argentina, sono numericamente non consistenti. Dato questo, spiegabile anche con la difficoltà per molti ( in particolare degli anziani) di non avere i soldi per l’acquisto del biglietto aereo.

I Comuni, soprattutto la città di Roma, non sono ancora sufficientemente attrezzati per l’accoglienza e questo ha comportato e comporta gravi disagi agli emigrati rientrati.

Personalmente, ritengo insufficiente il coordinamento tra regione, province e comuni in tema di emigrazione e per quanto riguarda la politica dell’accoglienza.

Accoglienza che andrebbe configurata in senso più generale e cioè anche quella che riguarda i rientri estivi o quelli legati a progetti così come nel caso dei Giovani Argentini ( progetto 40 giovani con l’ADISU di Cassino e progetto 20 Giovani Argentini "Casa dell’Emigrante").

Queste due esperienze ed in particolare quella in corso, inducono alla riflessione che, occorre verificare la possibilità di finalizzare i progetti per l’inserimento nel mondo del lavoro ( sia nell’America del sud che nel nostro paese vedi Veneto ove 10 Giovani Argentini assunti da Autogrill).

-Fondo unico di solidarietà ?!

-Quote preferenziali d’ingresso in Italia flussi migratori

-Tavolo tecnico per l’accoglienza e per la programmazione a breve e medio termine ( per le emergenze possibili) tra Regione - Province e Comuni;

-Riunione della Consulta Regionale dell’emigrazione e del suo comitato esecutivo ( mai riunito)

-Consulta riunita in due anni, solo due volte ( l’ultima a maggio scorso).

Svilimento e svuotamento del suo ruolo.

Conferenza mondiale di giovani laziali ? ( iniziative all’estero?!)

Diffusione dell’informazione ( i servizi della cooperativa pontedoro, bloccati)

Periodo della consulta dell’emigrazione.?!

-Reinserimento lavorativo degli emigrati rientrati ?

-Borse di studio post - universitarie per figli di emigrati laziali

-Contributi in favore delle Comunità residenti nei Paesi dell’America Latina, tesi a risolvere le problematiche lavorative.

Migliorare il nostro lavoro, fare, insieme, un deciso salto di qualità per costruire una nuova , forte, attuale e concreta politica dell’emigrazione anche con iniziative come quella di oggi organizzata dalla "Casa dell’Emigrante", Istituzione regionale guidata dal bravo Presidente Giovanni Di Mambro ; istituzione che deve però essere meglio definita dal punto di vista normativo ed organizzativo.

Abbiamo una grande occasione per lavorare a quanto detto prima, cioè quella di dare dignità e rappresentanza alla nostra emigrazione ed in particolare ai giovani delle ultime generazioni che è quella del nuovo statuto ( và sottolineata la disonibilità in tal senso del Cons. Regionale De Angelis, Presidente della Commissione Consulta Regionale apposita)e della nuova legge in gestazione.

Facciamo presto e bene per esprimere e costruire la solidarietà necessaria ai nostri corregionali nel rispetto della loro dignità e grande valore umano e culturale.

Consigliere Provinciale

Delegato dell’Amministrazione

Bruno Vacca

 

Intervento del Comm. Carlo Sofia letto dal Presidente Giovanni Di Mambro

 

Il tema del convegno sul fenomeno del rientro degli emigrati, con particolare attenzione a quelli provenienti dall’America Latina, è un argomento di grande e, purtroppo, angosciosa attualità.

La Regione Lazio, la Provincia di Frosinone ed i Comuni del Basso Lazio presenti a questo convegno meritano un plauso per la loro partecipazione e per la loro sensibilità.

Con l’organizzazione di questo convegno la nostra "Casa dell’Emigrante", dimostra, una volta di più, la centralità e l’importanza del suo ruolo nell’analisi del fenomeno dell’emigrazione nella nostra Regione ed il suo contributo, sempre propositivo, alla soluzione di tematiche che ci stanno tanto a cuore.

Le soluzioni devono essere rapide e vanno cercate con concretezza ed ostinazione !!

Impegni di lavoro non procrastinabili mi impediscono di essere con voi oggi.

Chiedo, quindi, al mio Presidente, Giovanni di Mambro, di farsi portavoce presso di voi, rappresentanti delle Autorità Regionali, Provinciali e Comunali, nonché presso i nostri carissimi emigrati presenti, e vi porgo i miei saluti e quelli della mia consorte, Laura, che per prima immagino’ la creazione di questa nostra Casa dell’Emigrante, ora divenuta realtà.

Insieme ai nostri saluti riceverete anche l’augurio di buon lavoro dell’amico Marcel Leo che mi assiste nel mio compito di revisore dei conti .

Esprimo, sempre attraverso Giovanni di Mambro, anche la mia tristezza per il fatto di non essere presente qui fra di voi.

Ve ne chiedo venia.

Come molti di voi sanno, sono impegnato nell’associazionismo italiano da oltre trent’anni e lasciatemi dire che la nostra bella e funzionale Casa dell’Emigrante è la ricompensa migliore all’impegno che tutti noi italiani all’estero abbiamo profuso nel corso degli anni.

E’ la nostra più grande soddisfazione.

In questo mio intervento vorrei ricordare anche l’importanza del compito affidato al Comitato Scientifico.

Noi emigrati non vogliamo perdere la nostra memoria storica! Ci è preziosa.

Ecco perché vorrei esortare tutti a proseguire con forza e decisione il lavoro iniziato in questo campo.

La mia attività professionale mi ha condotto spesso, in questi ultimi 25 anni, nelle …lontane contrade dell’America del Sud. E’ stata un’esperienza culturale e umana straordinaria.

Sono e resto italiano, ma anche francese di adozione.

Tuttavia, nel mio cuore, mi sento anche profondamente sudamericano, tanti e tali sono i legami professionali, linguistici e culturali che mi legano a quelle terre lontane.

Ho avuto la fortuna ed il privilegio di osservare la presenza dei nostri emigrati e le manifestazioni del genio italiano aggirandomi per le strade di Lima, in Perù, spingendomi ai confini estremi del continente in Cile, (proprio in una stradina di Santiago del Cile ricordo una targa con la scritta "CIRCOLO ITALIANO), visitando la bella e maestosa Buenos Aires, cosi’ europea e italiana, fino a quel gigante che è la città di San Paolo, in Brasile, anch’essa tanto italiana.

Proprio a Buenos Aires, nel quartiere della Boca (il porto), esiste l’unico esempio, a mia conoscenza, di museo italiano all’aperto:

il "Caminito", la piccola strada, quella dei nostri primi emigranti in Argentina.

Piccole case colorate (cubi) che sono ancora li,’ ad eterna testimonianza della fatica, del dolore, ma anche dell’estrema determinazione nella ricerca di un domani migliore di tanti figli del Nord e del Sud del nostro paese.

Ho potuto, quindi, vedere, di prima persona, quanto il desiderio di una vita migliore desse forza, coraggio, voglia, di fare e sono angosciato nel constatare quanto doloroso possa essere il rovescio della medaglia e cioè la fine dell’illusione, la paura di ricadere nella miseria e nella disperazione.

Oggi, cari presenti, l’America Latina e l’Argentina in particolare stanno attraversando un momento drammatico.

L’Italia, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone non possono ignorare la richiesta di soccorso che ci giunge.

Si tratta di un vero e proprio grido di dolore.

Abbiamo una duplice responsabilità nei confronti di questi compatrioti.

Mi spiego meglio.

I mali che affliggono l’Argentina sono tanti e complessi. Sarebbe presuntuoso da parte mia voler riassumere tutto in due righe.

Tuttavia, è indubbio che l’Argentina è un territorio con grandi risorse naturali e quindi il problema non viene dal paese, ma da chi lo ha governato, dalla politica, insomma.

Le responsabilità, pero’, non vanno cercate solamente in loco.

La responsabilità della comunità internazionale e dei suoi "establishments" (politici, industriali, bancari etc.) è grande.

Come in tutti i paesi sudamericani sono stati investiti in Argentina, negli ultimi trent’anni, centinaia di miliardi di dollari provenienti dall’estero.

Possiamo parlare di una cifra che si aggira intorno ai 278 miliardi di Dollari !!!

Di questi investimenti un terzo, 93 miliardi, è stato utilizzato per opere progettate male e gestite peggio.

Un altro terzo è stato utilizzato per soddisfare il fabbisogno corrente.

I restanti 93 miliardi sono ripartiti immediatamente per l’estero, MA SU CONTI PRIVATI !

Potete immaginare quale disastro sia stato per il paese un simile spreco di risorse! Quale catastrofe per i suoi abitanti, spettatori spesso inermi di fronte a tanta scelleratezza.

La comunità internazionale non è senza colpe di fronte a tanta malafede e corruzione.

Chi prestava, chi investiva, sapeva, ma ha preferito ignorare in nome del "ritorno" enorme che otteneva o che sperava di ottenere a breve termine, dai suoi investimenti.

La responsabilità, quindi, non è solo locale, ma coinvolge anche i nostri paesi ricchi dell’emisfero nord.

Oggi l’Italia, antica terra di emigrazione, non puo’ non farsi carico dei nostri connazionali che sono stati costretti a partire alla ricerca di un futuro migliore. in America del Sud,

Uno scrittore di cui non ricordo il nome disse "erano i migliori e li abbiamo lasciati andare via".

L’Italia come Madre Patria e come paese ricco ha una doppia responsabilità nei loro confronti.

La prima è storica perché questa gente ci appartiene e la seconda è politica perché come paese industrialmente avanzato abbiamo investito anche noi in maniera sbagliata, contribuendo alla rovina del paese.

Stimati rappresentanti della Regione, della Provincia e dei Comuni del Basso Lazio, quanto sto dichiarando non sono teorie o facili parole, sono fatti.

Oggi la "Casa dell’Emigrante" accogliendo un gruppo di giovani argentini per dare loro una formazione professionale e quindi un avvenire:

üdà senso compiuto alla propria esistenza;

üpermette alla Madre Patria Italia ed alla sue Istituzioni di svolgere il loro ruolo naturale;

ünobilita il lavoro di tutti i nostri rappresentanti istituzionali;

üci riempie di orgoglio.

A voi tutti un sentito grazie.

Carlo Sofia

Commendatore dell’ordine al Merito

della Repubblica Italiana

 

Intervento della rappresentante dei corsisti argentini

Buongiorno a tutti.

Come rappresentante del gruppo di giovani italo-argentini vorrei ringraziare la "Casa dell’Emigrante" di Sant’ Elia Fiumerapido e la Regione Lazio per averci dato l’opportunità di frequentare questo primo corso di formazione professionale. Questa è un’ottima forma di aiuto, per aiutarci a crescere, e soprattutto ci dà la speranza di trovare un lavoro degno.

Con tutto il rispetto per il fenomeno del rientro in Italia, tema principale di questo Convegno, dovremmo fare un’analisi dell’immigrazione che è molto complessa e che soltanto quelli hanno emigrato ne conoscono le dimensioni, e le sofferenze nel lasciare la propria terra d’origine, e giungere in un paese dove si perde sicuramente l’identità sociale che appartiene ad ogni persona come membro di una comunità e deve affrontarsi con la nuova realtà nel paese di "adozione",dove non è ben percepito come essere individuale, né individuato nella sua vera dimensione.

Sappiamo che le correnti migratorie nella grande maggioranza si producono per i fallimenti dello Stato.

Oggi in Argentina soffriamo quello che i nostri genitori e nonni hanno sofferto nel passato, nel lasciare la propria famiglia e il paese natìo; non abbiamo, né intravediamo un futuro, né sociale né economico e vediamo l’Italia come il nostro futuro.

Ma non è conveniente realizzare una doppia emigrazione perché si ritornerebbe a dividere la famiglia e inserirsi in un’altra società che non è la propria, non è facile …. Si soffre molto, e questo lo sappiamo perché conosciamo la sofferenza dei nostri ascendenti.

Perché questo non si produca la Regione Lazio dovrebbe aiutarci a pensare al futuro.

Noi giovani, abbiamo il bisogno di conoscere e ascoltare dai nostri nonni il passato però non è sufficiente. Abbiamo il bisogno di credere nel futuro come qualcosa di reale; la Regione Lazio dovrebbe esserci accanto per esempio finanziando dei progetti, dandoci la possibilità di frequentare dei corsi professionali, appoggiando piccole e medie imprese e creando un’importazione di prodotti argentini.

Vorremo ringraziare tutti per lo sforzo che si sta facendo per la realizzazione di questi corsi, necessari per un ampliamento dei nostri orizzonti. Crediamo che il corso, che noi stiamo frequentando, sia il primo approccio per diversi tipi di corsi professionali.

Ringraziandovi per lo spazio che ci avete concesso, auguriamo a tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

 Viviana Di Gianfelice

 

Intervento del Dott. Mario Alberigo

Considerazioni e proposte per il convegno del 12 dicembre 2002 indetto dalla Istituzione "Casa dell’Emigrante" sui problemi dei flussi migratori di rientro in Patria di lavoratori laziali

Premetto che la istituzione della "Casa dell’Emigrante" a Sant’Elia Fiumerapido, è stata un’idea geniale, di grande attualità e di spessore sociale.Il convegno indetto per giovedì 12 dicembre si incentra sul "fenomeno del rientro" nella Regione Lazio di emigrati di origine laziale, specie da quei Paesi, come Argentina ed altri latino-americani, dove i nostri lavoratori si diressero in massa, vinti dalla miseria e dallo stato di distruzione delle loro case risultato della guerra ed anche delle ataviche ristrettezze delle popolazioni rurali. Laziale, dicevo, ma più propriamente dovrebbe dirsi del sud laziale; in primo luogo gente delle nostre parti, come Val di Comino, Cassinate, zona dei Santi. Queste erano le tendenze che venivano registrate dai nostri consolati in Svizzera, Germania, Argentina, Venezuela, Brasile. Gli espatri verso gli Stati Uniti, avevano una caratterizzazione ben diversa; si trattava di emigrazioni privilegiate e contese con chiamata, lunghe file di attesa e tanti intoppi burocratici.La latino-americana ed europea era la più sbrigativa. A Verona, ad esempio, con il Centro Espatrio, gestito da una commissione speciale controllata dal ministero del lavoro, tutti gli adempimenti erano molto superficiali e servivano soprattutto a conoscere ed identificare, in accordo con le autorità straniere, i dati anagrafici, la composizione delle famiglie, le qualifiche degli espatrianti. Molti avranno letto quello che si scriveva allora a proposito dell’emigrazione. "SI PENSAVA AL RECLUTAMENTO DELLE BRACCIA E CI SI RENDEVA CONTO CHE A MANO A MANO ARRIVAVANO UOMINI CON TUTTE LE LORO ESIGENZE SPIRITUALI, MORALI E POI FISICHE." Quante tristi vicende di umiliazione, hanno vissuto i nostri corregionali. Anche allora dinanzi ad alcuni locali, specie in Svizzera, si trovavano scritte discriminatorie "non è consentito l’ingresso ai lavoratori del sud". Come notate abbiamo anche noi Italiani ricordato la celebre frase "è triste salire le scale altrui". Si da il caso che io stesso in quel tempo ero Consigliere diplomatico per gli Affari Sociali presso l’Ambasciata d’Italia a Berna. Non posso non ricordare con riconoscenza ed orgoglio l’opera umanitaria che svolse la Istituzione fondata dai "Padri Scalabriniani"; fu essenziale per i nostri emigrati ma quel che più era sorprendente era la cristiana umana comprensione anche per i lavoratori di altra nazionalità. Quando Sanlazar imperversava in Portogallo, e quando Franco con le sue falangi teneva sotto torchio il mondo operaio, molti fuoriusciti arrivarono in Svizzera e i gruppi più forti si istallarono a Berna. Le missioni Cattoliche italiane furono il loro punto di riferimento e fraternizzarono con i nostri connazionali. Il seme dell’Europa unita venne buttato proprio in quei tempi e germogliò proprio sul terreno scalabriniano. Fu il perno della ondata di solidarietà e di fratellanza che lenì pene, organizzò mense, innalzò chiese (non dimentichiamo che le percentuali dei cattolici erano molto ridotte rispetto a quelle dei protestanti in Europa). In mezzo a mille ostacoli, fu insomma la casa degli italiani. Ricordo quando in ambasciata organizzammo la visita in Svizzera dell’abate Martino Matronola che venne accompagnato dall’attuale abate Bernanrdo, allora segretario, e quella del vescovo di Sora, monsignor Musto. Fu una festa nazionale a Ginevra, a Zurigo, a Basilea e Berna. E costituì per i nostri una iniezione di orgoglio e di fede. Centinaia e centinaia di ragazzi figli di nostri connazionali e tra essi anche ragazzi di altra nazionalità, ebbero la gioia di ricevere comunione, cresima e belle serate di solidarietà sociale. In America Latina i vari circoli scalabriniani erano molto più organizzati, considerata anche la percentuale dei cattolici, stragrande da quelle parti.Lo Stato non fu da meno. Consolati ed ambasciate vennero impegnati a fondo nel settore sociale ed ottennero la collaborazione delle "colonie libere" gestite dal Partito Comunista del tempo, dai circoli tricolori gestiti dall’allora Movimento Sociale Italiano e delle varie famiglie associative di laziali, siciliani, abruzzesi e di tante altre regioni italiane. E’ questo un piccolo flash sulla situazione all’estero in quel tempo per i nostri lavoratori.Ho indulgiato su questi ricordi perché affrontare il problema dei flussi di rientro significa avere bene in mente con le sue particolarità momenti dei flussi di espatrio. E’ la memoria di quegli avvenimenti che debbono orientare le azioni da compiere in questa fase.La politica dei rientri che si propone di esaminare il convegno del 12 a Sant’Elia ha altri problemi.Già negli anni ‘80 cominciò il flusso di ritorno a casa.Nel Cassinate, nel Sorano e nella zona dei Santi, il richiamo della Fiat e di altri insediamenti industriali, esercitò una tale febbre di rientro che fu registrata come massiccia dai consolati.Ricordo tante scene di gioia e di incontri conviviali nelle missioni cattoliche ogni qualvolta si salutava chi rientrava a casa a testa alta. Mi domando quanti di questi, che allora vennero considerati dei leaders per cultura di lavoro (così li definiva la Fiat) sono finiti sotto l’incubo della disoccupazione, anch’essa di ritorno. Vorrei solo ricordare le problematiche che si presentarono dinanzi i vari funzionari consolari e di ambasciata per il disbrigo di tutte le pratiche pensionistiche. E qui debbo citare l’opera straordinaria compiuta dalle ACLI, dall’UNILASTRA (gli emigrati sanno a cosa intendo) e a tutte le altre associazioni di patronato che collaborarono egregiamente con le autorità diplomatiche italiane. La previdenza sociale in Svizzera e negli altri paesi europei e articolata molto diversamente dal sistema italiano. Il criterio dei tre pilastri previdenziali che comincia a farsi luce in Italia era già ben conosciuta allora.Ora va detto che la politica del rientro che avviene purtroppo in periodi economicamente pesanti richiede tutta una serie di accorgimenti.Senza dubbio non invento nulla di nuovo se cito ad esempio l’esigenza di monitoraggi dei vari flussi, monitoraggio che deve riferirsi non solo alla individuazione del posto di lavoro ma anche ai così detti livelli di ammortizzatori sociali.Penso, però, che all’espatrio selvaggio di massa di un tempo, corrisponda un rientro più accorto ed intelligente. Le condizioni di vita di chi rientra (non parlo degli argentini, né latino-americani - questo è un capitolo a parte che merita tutto un altro discorso molto più complesso. La gente torna amareggiata, sconfortata, delusa, umiliata. Ha bisogno di tutto. Fortunatamente lo Stato Italiano aveva in tempo utile risolto in quei paesi latino-americani, per i nostri lavoratori anziani provveduto con una assistenza di altissimo livello sociale, di solidarietà e di sostegno finanziario.) I nostri sono stati grandi risparmiatori dappertutto; purtroppo il risparmio in Argentina è andato in fumo. Per quelli che invece rientrano dall’Europa le condizioni di vita sono abbastanza solide. I nostri si sono acculturati in tanti anni di fabbrica, di relazioni sociali di lavoro e di convivenza con altri popoli. Essi sono portatori di una cultura pluralistica, cioè sono portatori di un arricchimento reciproco di cultura europea. Chi rientra sa quello che vuole; è professionalmente preparato ed è senz’altro utile all’economia nostrana.Chi rientra va valorizzato ma prima conosciuto ed individuato, egli può inserirsi agevolmente nel mercato del lavoro. Si tratta di idraulici, elettricisti aggiornati alle più sofisticate norme tecniche, saldatori, ebanisti e giovani che sanno muoversi senza impaccio; e i pochi giovani che rientreranno saranno degli ottimi liberi professionisti.La Casa dell’Emigrante ha un grosso lavoro da svolgere. E’ un’ottima Istituzione che certamente farà un ottimo lavoro.La Regione Lazio ha acquisito un grosso titolo di merito grazie all’idea concretizzatasi mercè lo spirito di iniziativa di alcuni principali attori, primi fra tutti l’On. Anna Teresa Formisano prima Consigliere e poi Assessore alla Regione Lazio e responsabile del settore specifico, poi al Sindaco di S.Elia Fortunato Di Cicco poi a Bruno Vacca già Sindaco di S.Elia e in atto Consigliere Provinciale, ed infine a Giovanni Di Mambro, emigrante D.O.C., profondo conoscitore "su piazza", delle esigenze dei connazionali all’estero per aver egli stesso vissuto sulla propria pelle i problemi emigratori. Citare altri attori impone una lunga lista di benemeriti. Vanno ringraziati tutti assieme.Questa istituzione insomma, vuol costituire un giusto riconoscimento alla nostra gente che ha saputo portare nel mondo lo spirito di dedizione di lealtà e di grande laboriosità delle popolazioni laziali. L’esempio di S.Elia Fiumerapido senza dubbio sarà moltiplicato allor quando ci si sarà resi conto che i nostri che rientrano meritano come si suol dire in Francia "chapeau" (cappello).Esattamente alle ore 11.30 di ieri il Senatore a vita Giulio Andreotti che era stato da me preavvisato dell’incontro organizzato qui nella "Casa dell’Emigrante" mi ha dato preciso mandato di porgere a tutti i presenti il suo saluto anche nella sua veste di Presidente dell’Associazione Laziale nel Mondo.Ho assicurato il Presidente che avrei trasmesso a tutti voi il Suo benaugurante saluto e mi anche comunicato che sta esaminando con alcuni suoi colleghi del Senato, al di sopra delle parti politiche quale soluzione, la meno drastica possibile, da dare alla crisi della Fiat.Io mi permetto proporre voi tutti di indirizzare un messaggio di solidarietà al Senatore a vita Giulio Andreotti.

 

Dott. Mario Alberigo già Consigliere

Per gli Affari Sociali presso l’Ambasciata d’Italia a Berna

 

Comunicato stampa

Della Presidenza dell’Istituzione

"Casa dell’Emigrante"

in riferimento al convegno indetto il 12 dicembre 2002 sul problema dei flussi migratori di rientro nella Regione Lazio

Il convegno ha esaurientemente, sulla base delle varie relazioni, dibattuto il tema dei rientri migratori. Anche se si è trattato di analizzare le problematiche riguardanti i lavoratori laziali, i risultati del convegno possono estendersi a tutte le varie soluzioni che si prospettano legate al tema specifico.

E’ pur vero, si è detto, che i rientri come tali rappresentano pur sempre un momento fisiologico dei flussi migratori; si sono sempre realizzati anche dopo i tempi della prima emigrazione che venne registrata dopo i grandi movimenti migratori successivi alla prima guerra mondiale, specie riguardanti quelli oltre Atlantico. I rientri, fortunatamente ancora oggi non in misura massiccia, sono dovuti a motivi completamente diversi specie se si riferiscono ai paesi Latino-Americani dove le realtà economiche hanno subito un cambiamento radicale rispetto ai tempi di emigrazione. Per i paesi europei il tema affrontato ha messo in luce che oltre a motivi di ordine economico si sono moltiplicate le ragioni di rientro essendo il mercato di lavoro europeo diventato globalizzato anche se non sono ancora in attuazione contratti di lavoro di valenza europea, ammortizzatori sociali europei e in genere le legislazioni sociali dei vari paesi aderenti all’Unione Europea.

La "Casa dell’Emigrante" si è detto dovrà porsi in tempi ravvicinati l’analisi di queste problematiche. Il convegno ha posto l’accento sull’intero quadro e ha messo in luce come l’Istituzione esistente dovrà a mano a mano adeguarsi a queste esigenze emergenti. Per concludere il convegno ha dato un contributo di idee a quanti, Amm. Comunali e Politici di ogni livello, dovranno farsi carico della realizzazione delle linee prospettate.

Hanno partecipato al convegno, presieduto dall’On. Anna Teresa Formisano, Assessore Regionale alle Politiche per la Famiglia e i Servizi Sociali ed animato dal Presidente Giovanni Di Mambro:

I Cons. Regionali: Francesco De Angelis, Romolo Rea

I rappresentanti del servizio emigrazione della Regione Lazio

Roberto Carignano, Alessandro Sartori

Il Cons. Provinciale: Bruno Vacca

I Sindaci presenti: Fortunato Di Cicco di S.Elia Fiumerapido;

Fabio Fiorillo per Scittarelli Sindaco di Cassino accompagnato dalla sig.ra Ida Petraccone dell’ufficio emigrazione;

Danilo Campanari Sindaco di Veroli;

Carmine Ciarella Sindaco di Casalvieri;

Mario Riccardi Sindaco di Piedimonte S.Germano;

Giovanni De Rosa Sindaco di S.Ambrogio;

Gerardo Macari Sindaco di Settefrati;

Giancarlo Ferrera Sindaco di Picinisco;

Francesco Viola per Quadrini Sindaco Comune di Isola del Liri;

Marcelli per il Comune di Atina

Mario Alberigo già Sindaco di Cassino

Biagio Del Greco del Consorzio Sociale Piedimonte San Germano

Ex Sindaci di S.Elia

Giuseppe Di Palma, Roberto Cocorocchio, Giuseppe Iucci

Assessori e Consiglieri del Comune di S.Elia Fiume Rapido e dei Comuni di: Sora, Ariccia, Sperlonga

I Prof: De Rosa, Musilli, Capuano, Petrucci, Santulli, Ianni

La Prof.ssa Paola Visocchi e Dott.ssa Adele Miranda del Comitato scientifico

Liza Salvatore Presidente di Terra Bella services, di Santa Monica (U.S.A.)

Maddalena Murchia del Coro Polifonico di Frosinone

Anita Monti giornalista

Presidente nazionale di INARS Ciociaria

Marcello Bellano delle A.C.L.I. di Cassino

Gianni Tirelli per il Centro Interculturale di Frosinone

Presidente F.I.L.E.F. Lazio

Michele Fragnoli Segretario Generale del Comune di Cassino

Giulio Fiorillo Segretario Generale del Comune di Atina

Massimo Antonelli Presidente Associazione CALAMUS

Maresciallo Zona, della stazione dei carabinieri di S.Elia Fiumerapido

Nonché numerosi emigrati presenti in zona e molte persone interessate al fenomeno "Emigrazione"

Il Presidente

Comm. Giovanni Di Mambro

 

 

L’ emigrazione a Sant'Elia Fiumerapido

 

E’ fra il 1870 ed il 1880 che anche a S. Elia, come nel resto d’ Italia, ha inizio il fenomeno dell’ emigrazione verso Paesi ritenuti più ricchi e con maggiori possibilità di offerta di lavoro.

E’ la povertà, l’indigenza, la voglia di far fortuna, che spinge centinaia di santeliani ad emigrare. A spopolarsi sono soprattutto le contrade di Cese, Portella, Valleluce e Prepoie.

I Paesi stranieri prescelti, verso cui i nostri conterranei emigranti si indirizzano a quell’ epoca, sono soprattutto la Francia, la Gran Bretagna, i Paesi del Sud America e gli Stati Uniti d’ America. L’ emigrazione verso queste nuove destinazioni, a cui si aggiunge il Canada, prosegue incessante fin verso il 1925. Nuove ondate di espatrio, che questa volta toccano anche il centro di S. Elia, si avranno nel 1935 e nel 1937 e sono indirizzate soprattutto verso gli Stati Uniti ed il Canada. Dopo le devastazioni, le distruzioni e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, attorno al 1950 riprende un nuovo triste e massiccio esodo da S. Elia verso i Paesi stranieri : Sud America, Stati Uniti, Francia, Australia, Gran Bretagna e Svizzera a cui si aggiungono, nel 1960, in una nuova triste ondata di emigrazione, la Germania ed il Belgio.

Anni di duro lavoro, di sacrifici e di emarginazione accolgono i nostri concittadini emigrati, sin dal 1880 e anche dopo. Molti non rivedranno più le loro case e famiglie di origine, molti altri faranno onore a S. Elia e all’ Italia, raggiungendo posizioni sociali di ragguardevole rilievo. Dal 1970 cominciano a strutturarsi ufficialmente, all’ Estero, le prime Associazione e Comunità di Emigranti Italiani. E’ il caso, ad esempio, dell’ Associazione Ciociari in Francia, sorta a Parigi nel 1972 ad opera, soprattutto, di due santeliani : Giovanni Di Mambro e Carlo Sofia. A S. Elia sono circa 1300 gli emigranti iscritti ufficialmente all’ A.I.R.E, ma si calcola che, ad oggi, un’ altra S. Elia, oltre 6000 persone di origine santeliana, risiedano in Paesi Stranieri.

Tratto dal libro "Sant’ Elia Fiumerapido ed il Cassinate – antologia storica-archeologica-epigrafica" di Benedetto Di Mambro.

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