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LA CHIESA DI OGNISSANTI
Alla destra dell ingresso abitato di S. Elia, giusto al bivio per Portella, troviamo la chiesa romanica di Ognissanti, purtroppo oggi in abbandono e con delle case costruitegli proprio attaccate sulla parete ovest. Sul lato opposto fuoriesce, perfetta e con tettuccio, la rotondità esterna dell abside tipicamente romanica e, sul tetto della chiesa, dalla stessa parte dell abside, ancora resiste il piccolo campanile ad arco. La costruzione della chiesa di Ognissanti risale alla prima metà del XIII secolo (1). Vi si accede per una ripida scala ma, una volta entrati, si viene subito attratti dalle finestre a feritoia e dai vivaci colori degli affreschi absidali e laterali all altare, fortunosamente ancora in buono stato ma preda dell umidità e dell acqua piovana che filtra dal tetto precario della chiesa.Già nel 1571, negli Atti di visita abaziali, veniva definita "dirutam" e cioè distrutta o cadente (2).La chiesa è lunga m. 11,20 e larga m. 4,80; "l abside è ampia m. 2,40 e in essa sono rappresentati con vivacità gli Apostoli, a grandezza un po inferiore al vero (m. 1,35)" (3). Sul lato destro dell altare sono dipinti San Benedetto e Sant Elia Profeta. Qualche affresco parietale, che ancora resiste, rappresenta San Michele Arcangelo e San Sebastiano. Tutti i dipinti della chiesa, sia quelli absidali che quelli parietali, sono riferibili al 1300. Dagli Atti di visita del 1737 (4), sappiamo che vi si diceva Messa solo una volta l anno e cioè solo il primo novembre: la chiesa, infatti, fino al 1875, anno in cui a S. Elia fu istituito il Camposanto, era adibita a cimitero per i poveri, mentre per le sepolture a pagamento ci si serviva della chiesa di San Sebastiano.
Benedetto Di Mambro
ABSIDE DI OGNISSANTI