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ORIGINI, MURA E PORTE DI S. ELIA

L’ insediamento e l’ edificazione dell’ attuale centro abitato di S. Elia, sulla collinetta alla sinistra del sottostante fiume Rapido, risale alla fine del X secolo ed esattamente agli anni fra il 990 ed il 995, ad opera dell’ abate Mansone di Montecassino, che nel proseguire l’ opera del suo predecessore Aligerno, portò a fine la bonifica del territorio cassinate e la ricostruzione delle città della valle, distrutte dalle violente devastazioni di orde sanguinarie saracene abbattutesi sulla valle del Rapido e sull’ intero cassinate fra il IX e l’ inizio del X secolo.Il villaggio di S. Elia sorgeva, originariamente, sin da epoca romana, nella pianura sottostante l’ attuale paese, sulla riva sinistra del Rapido, poco più a valle dell’ odierno Ponte degli Sterponi, nella zona ancora detta S. Elia Vecchio e dove ancora resiste, ben conservato, un ponte romano risalente al I sec. d.C., sotto il quale all’ epoca scorreva proprio il fiume Rapido prima che lo stesso venisse deviato, agli inizi del XIX secolo, poco più a destra, lasciando scorrere sotto l’ antico ponte le acque del Rio Macchio. In quel remoto villaggio, i monaci benedettini di Montecassino, nell’ opera di evangelizzazione delle popolazioni pagane della valle, eressero, nell’ VIII secolo, una chiesetta dedicata a Sant’ Elia Profeta, resistita alle devastazioni saracene ma che sarebbe stata distrutta definitivamente nel XV secolo, probabbilmente nel 1495,  nel corso delle guerre fra Angioini ed Aragonesi, per il possesso del Regno di Napoli (1). Nel X secolo, a ricordo di quella chiesetta rimasta all’epoca isolata nella valle del Rapido, fu imposto il nome di Sant’ Elia alla nuova cittadina costruita da Mansone e che già dal 1057 si ha notizia che fosse ben difesa da poderose mura di cinta e da torri (2). Sant’ Elia Profeta sarebbe assurto a Patrono del paese nel 1752, dopo che dalle origini e fino al XIII ne era stato S. Giovanni Battista e, dal XIII secolo fino al 1752, San Biagio. A quel tempo, le uniche chiese del paese erano quella dell’ Annunziata (accorpata nel 1570 alla qui di seguito riportata chiesa di San Cataldo (3), ubicata lungo l’attuale via Santilli ed i cui vani sono oggi occupati da una falegnameria, dove fino a pochi anni orsono si poteva ancora ammirare un discreto affresco del XIV secolo raffigurante la Madonna con Bambino, già in graduale disfacimento ed oggi del tutto scomparso e, quindi, la chiesa bizantina di San Cataldo, di cui parleremo più estesamente in altra sede e che, però, sorgeva al di fuori delle mura, a nord del paese, non essendo ancora tenimento di Montecassino (4) come invece lo stesso centro abitato. Il Palazzo Badiale, detto ancora oggi "la Corte", era nell’ attuale piazza Cocorocchia e le chiese di San Biagio, dal 1800 ed ancora oggi occupata dal Palazzo Municipale ma di cui restano al suo interno, al pian terreno, un affresco parietale tenuto sotto vetro e riferibile al 1300 e fregi ed affreschi seicenteschi ancora ben visibili nel soffitto di uno degli uffici in cui doveva trovarsi l’ altare maggiore, essendo l’ ingresso rivolto ad est dove oggi c’è la sede dei Vigili Urbani (5), quindi di Santa Maria la Nova, di cui avremo modo di parlare più ampiamente ed infine di San Pietro, furono edificate nel XIII secolo (6). All’ esterno delle mura del paese sorgevano: sempre dal XIII secolo la chiesa di San Sebastiano, su una collinetta oggi occupata dalla Villa Comunale e la più remota chiesa di Ognissanti (XI secolo), oggi posta all’ ingresso del paese e al bivio per Portella, di entrambe le quali tratteremo approfonditamente altrove. La cinta muraria di fortificazione del paese di S. Elia aveva un perimetro di circa mille metri ed uno spessore variabile dai cm. 80 ad 1 metro, composta da possenti pietre calcaree, squadrate e levigate, ancora ben visibili soprattutto sul lato nord occidentale, a ridosso del fiume, di misure frontali che andavano dai cm. 54 x 72 ai cm. 65 x 108 (7). A guardia del paese, lungo le mura, si ergevano, d’ intorno, una decina di torri : cinque lungo l’ attuale via delle Torri, di cui ben tre sono ancora ben riconoscibili e di una quarta restava, fino al 1998, solo il troncone della base; un torrione era all’ angolo di via Giuseppe Picano e del sito detto "La Fontana" e di esso si vedono ancora un contrafforte e parte delle mura; altre quattro erano lungo il lato prospiciente il fiume Rapido, fra via Le Ripe e Piazza Cocorocchia. Di queste quattro, tutte ben riconoscibili, seppur rimaneggiate nei secoli successivi e/o inglobate in civili abitazioni, le meglio conservate sono quella alla destra della porticina d’ ingresso al paese e detta "La Portella" e l’ altra, seppur monca della parte superiore, situata all’ angolo sinistro di Piazza Cocorocchia, con i suoi contrafforti e le antiche pietre delle mura originali, all’ interno della cosiddetta Corte (8).Per accedere nel paese, nelle mura si aprivano tre porte : una rivolta verso sud e detta Porta di Napoli o di San Biagio (o solamente "La Porta", per antonomasia), fra l’ attuale caseggiato a lato del Palazzo Picano ed il Municipio, prospicienti entrambi l’ attuale Piazza Risi, ingrandita e rimaneggiata nel XVII secolo, grandiosa (circa m. 7 di altezza e oltre m. 4 di larghezza) ed in pietra scalpellata (9); un’ altra, più piccola, a nord del paese, all’ ingresso dell’ attuale via Santilli, rivolta verso la chiesa di San Cataldo ed essa stessa chiamata Porta d’ Abruzzo o di San Cataldo (10), della quale oggi resta ben riconoscibile, incassato in un muro di una casa, un suo stipite con capitello e le cui misure dovevano essere di m. 3,80 di altezza e di circa m. 4 di larghezza. La terza, ancora più piccola e probabilmente aperta successivamente alle altre, nel XIII secolo, rivolta a nord-ovest, verso il fiume e da cui si accedeva proprio dirimpetto alla chiesa di Santa Maria la Nova, è ancora oggi detta "La Portella" ed ancora esistente, alta m. 2,60 e larga m. 1,30. Molto più tardi nei secoli e precisamente ne 1705, quando ormai le case cominciavano ad addossarsi anche sulla parte esterna delle mura di cinta del paese, fu aperto, in via delle Torri, un bellissimo portale, detto ancora oggi Portico delle Torri e che dà accesso al suggestivo cortile interno su cui affacciano le case Iucci e Santilli (11). La Porta di San Cataldo fu fatta demolire nel 1866 mentre quella di Napoli, o "La Porta", nel 1907, entrambe abbattute per dare aria e luce al centro abitato, umido e malsano. Della seicentesca Porta di Napoli sono state, recentemente, ricomposte ed adagiate su un prato, nella Villa Comunale, le pietre che la componevano, a ricostruzione della stessa ma la pietra scolpita che ne fungeva da chiave di volta è dal 1975 incassata e conservata in un muro delle scale del Palazzo Municipale.

Benedetto Di Mambro

  1. Marco Lanni : Monografia su Sant’ Elia sul Rapido, Napoli 1873
  2. Luigi Fabiani : La Terra di S. Benedetto, Isola del Liri 1950
  3. Angelo Pantoni : S. Elia Fiumerapido, Bollettino Diocesano Montecassino 1966
  4. Marco Lanni : op. cit.
  5. Angelo Pantoni : op. cit.
  6. Ibidem
  7. Benedetto Di Mambro : Sant’ Elia Fiumerapido ed il Cassinate, Cassino 2002
  8. Ibidem
  9. Ibidem
  10. Marco Lanni : op. cit.
  11. Benedetto Di Mambro : op. cit.