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IL FIUME RAPIDO E LA VIA SFERRACAVALLI : LORO DEVIAZIONI E COSTRUZIONI.
Quando fu costruito l attuale tracciato della via Sferracavalli, che da Cassino conduce ad Atina, e quando fu invece deviato il corso del fiume Rapido rispetto al suo antico percorso che da S. Elia tirava diritto per Cassino, defluendo sotto il ponte romano oggi detto Lagnaro e seguendo, più o meno, proprio l attuale tracciato della suddetta via Sferracavalli ? Quante volte, in tanti, ci siamo posti tale domanda senza trovare precise risposte ! Non trovando, quindi, esauriente documentazione relativa, possiamo ricavarne preziose indicazioni e quindi il periodo della messa in cantiere delle due opere dall illuminante lettura di quanto documentato da Marcello Rizzello e Felicita De Negri nel libro Viabilità e territorio nel Lazio Meridionale (Frosinone, 1992); in due scritti dello storico e sacerdote santeliano Marco Lanni : il capitolo su Sant Elia, nel volume III de Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato (diretto da Filippo Cirelli, Napoli, 1856-1859) e Sant Elia sul Rapido Monografia (Napoli 1873) ed inoltre in una mappa del territorio della Valle del Rapido disegnata nel 1745 da Innocenzo Lobelli di Monte Scaglioso e pubblicata nel 1985 dalla Banca Popolare del Cassinate.
Nel primo periodo della colonizzazione romana del Cassinate, furono utilizzate e migliorate le antiche piste pedemontane, già esistenti in epoca preromana e percorse da pastori e mercanti Volsci, Sanniti ed Etruschi. L antica Casinum era collegata ad Atina proprio tramite due di queste vie pedemontane, sterrate e, quindi, non lastricate : l una partiva direttamente dall oppidum di Casinum e correva lungo le propaggini della catena montuosa del Monte Cairo, attraversando quindi gli attuali territori di Caira e di Olivella per poi inerpicarsi, dopo aver scavalcato il Rio Secco a monte della locale chiesa barocca di Santa Maria dell Ulivo, attraverso la gola per Belmonte Castello, fra Monte Cifalco, a destra, e Monte Obachelle, a sinistra, fino a raggiungere Atina; l altra si diramava da una strada fiancheggiante, da Casinum, la sponda destra del Rio dell Inferno per raggiungere i territori di Capodacqua e di San Michele e che da quel diverticolo si inoltrava nei campi dei Filieri e della Falasca fino alle così dette Cinque Strade di S. Elia per poi proseguire fino alla località Madonnella e quindi scendere ad intersecarsi con il fiume Rapido all altezza del ponte romano di Sant Elia Vecchio. Da lì questa seconda pista risaliva verso Casalucense attraverso la Salauca e, quindi, fiancheggiando i costoni di Monte Cifalco (l antico Pesclusum romano) andava a ricongiungersi con l altra, che proveniva dirittamente da Casinum, in località Prepoie, ai confini fra i Comuni di Sant Elia Fiumerapido e Belmonte Castello ed alla confluenza del Torrente Chiesa con il Rio Secco. A partire dal X secolo dell era cristiana, con la nascita delle prime cittadine fortificate sulle alture della valle del Rapido (soprattutto S. Elia e Belmonte Castello) a controllo dei passaggi viari, le antiche vie pedemontane furono abbandonate e sorsero nuovi tracciati stradali che servivano meglio i suddetti incastellamenti. Per andare da San Germano (Cassino) ad Atina la nuova strada, già chiamata via Sferracavalli, attraversava gli attuali territori chiamati Filieri, Falasca e Pezzogrande per raggiungere S. Elia, da cui scendeva alla Fontana per proseguire verso Olivella e per poi riprendere, a monte della chiesa ed all altezza dell odierna prima curva ad S dell attuale Sferracavalli, il vecchio tracciato di epoca romana fino a Belmonte Castello e quindi fino ad Atina.
Attorno alla metà del XVI secolo lo stato di rovina di questa strada è tale che nel 1574 Giulio Prudentio D Alvito, riferendosi al tratto prospiciente Belmonte Castello, nella sua Discrittione sottolineava la bruttezza della via, seu Sferracavalli, strada petrosa, fangosa et de malissimi passi. Per registrare un miglioramento di tale stato viario dobbiamo arrivare alla seconda metà del XVII secolo, quando il duca Tolomeo II, fra il 1657 ed il 1687, fece spianare e riparare la strada Sferracavalli fra Atina e Cassino. Intanto il fiume Rapido continuava ancora a defluire, sin dai tempi di epoca romana, nella vallata fra S. Elia e San Germano, scorrendo sotto il ponte romano di Sant Elia Vecchio e quindi sotto quello, sempre di epoca romana, allora detto Ponte della Bagnara ed oggi Ponte Lagnaro, per poi proseguire diritto, al centro della pianura, verso San Germano. Nel 1745 il sistema viario ed idrografico della valle era sempre lo stesso, come si evince dalla Mappa di Innocenzo Lobelli. Ma la viabilità, su questo tratto, rimaneva sempre disagevole tanto che nel 1789, il viaggiatore svizzero Carlo Ulisse De Salis Marschlins in un suo resoconto accenna ad una cattivissima strada che da Casalvieri conduceva a San Germano. Fu così che, con molta probabilità, fra il 1795 e la fine del XVIII secolo, a seguito del riordino dell uso dei corsi d acqua, soprattutto del Liri e del Fibreno in territorio di Sora, in relazione alle industrie manifatturiere dei panni e della lana che anche a S. Elia, sin dal XIII secolo, erano attive e numerose, oltre che in riferimento alle locali esigenze agricole e dei mulini, si ebbe altresì la deviazione del fiume Rapido verso ovest e quindi verso i territori prospicienti l abitato di Caira, lasciando alla sua sinistra, a secco ed inutilizzati, i ponti romani di Sant Elia Vecchio ed il Ponte della Bagnara che prese il nome di Ponte Lagnaro dai lagni (corsi d acqua incanalata demaniali, che irrigano la pianura della Campania Dizionario Vallardi, Vol. 3, Milano 1962) e che vi furono solcati attorno soprattutto per prosciugarne la pianura paludosa oltre che per irrigarne i campi circonvicini . Nel 1856 Marco Lanni, nella citata opera Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato (Vol. III, diretto da Filippo Cirelli) ancora scriveva :Ad oggetto di guarentire la strada che da Sangermano mena a S. Elia ed in Atina, a spese de Comuni cui è utile detta strada, si sta costruendo un muro lungo quasi tutta la sponda sinistra. Per quanto riguarda il sistema viario, invece, fu finalmente nel 1832 (la deviazione del fiume Rapido era cosa già fatta) che Atina si fece promotrice di un Consorzio di 17 Comuni che riuscì a costruire lattuale tracciato della via Sferracavalli, che partendo da Cassino, per Atina e Vicalvi si ricongiungeva al tratto stradale realizzato a Sora. Nel 1857, infine, l Ing. Tenore fu incaricato della restaurazione della Consolare di Sferracavalli. Fu in quel periodo che fu anche costruito, sul nuovo corso del fiume Rapido, l ancora esistente così detto Ponte Nuovo, in località Verdara di S. Elia, laddove la Sferracavalli oggi si incrocia, provenendo da Cassino, con le vie fiancheggianti la sponda destra del fiume, l una che a destra conduce a S. Elia e l altra che a sinistra conduce verso Caira e quindi verso Cassino stessa. Marco Lanni, nel 1873, nella sua Monografia a tal proposito scriveva : Su questo fiume (il Rapido, n.d.a.) si è costruito, non a guari, un magnifico ponte a tre archi nel punto, in cui è intersecato dalla strada di Atina. La via Sferracavalli, intanto, in quel punto svolta a sinistra verso Olivella per proseguire per Atina, mentre difronte ad essa si apre da pochi anni una nuova strada, chiamata via Forca dAcero, che, attraversata la località Salauca di S. Elia, conduce sempre verso Atina, lungo i pendìi collinosi prospicienti il Monte Cifalco, reimmettendosi quindi sulla Sferracavalli a monte della frazione Olivella di S. Elia. Per quanto riguardava , invece, il collegamento fra S. Elia e San Germano, nel 1856 la strada era ancora, più o meno, quella già descritta, così come disegnata nel 1745 da Innocenzo Lobelli. Lo stesso Marco Lanni, in quell anno, scriveva che tale via usciva dalla Porta San Biagio (o Porta di Napoli) di S. Elia e seguiva l attuale tracciato cittadino di via Roma, alla sinistra della Villa Comunale, rasentando la chiesetta romanica di Ognissanti, per poi riprendere, quindi, il vecchio percorso fino a San Germano. Sappiamo, infine, che nel 1873 la nuova via per Cassino era, invece, cosa già fatta : uscita dalla Porta San Biagio percorreva, come ancora oggi, l odierna via Roma (all epoca e fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale, chiamata via Angelo De Tummulillis), alla sinistra della Villa Comunale, per poi seguire l ancora esistente tracciato fino all innesto con la via Sferracavalli, poco più a valle del Ponte Lagnaro. Nei recenti anni 50 il fiume Rapido, a sua volta, ebbe un nuovo assetto ad opera del Consorzio di Bonifica, con la costruzione del Collettore, che lasciato alla sua sinistra, di poco più a valle del Ponte Nuovo e poco prima della confluenza con il Rio Secco, l attuale alveo fluviale conosciuto con il nome di Vecchio Rapido e che attraversa i campi della Verdara, va ad intersecarsi nuovamente con il corso dello stesso Vecchio Rapido di poco al di sotto dellabitato di Caira e quindi, successivamente, a riconfluirvi più o meno all altezza del Quinto Ponte di Cassino e poco più a valle del Ponte per San Pasquale.. Il Collettore di Bonifica si incrocia altresì con la via Sferracavalli che lo scavalca con un apposito ponte, allaltezza di una locale Industria Marmifera.
Benedetto Di Mambro